AMBIENTE, INFRASTRUTTURE E MOBILITA’ NEL NORD MILANO | ACHE PUNTO SIAMO?

I circoli Legambiente di Bollate, Cormano, Cusano Milanino, Novate Milanese, Paderno Dugnano e Sesto San Giovanni, promotori dell’incontro pubblico del 04 dicembre scorso con 4 consiglieri delegati di Citta’ Metropolitana, giudicano positivamente gli esiti del confronto. 

E’ stato apprezzato il desiderio e la volonta’ dei consiglieri Caputo, Festa, Griguolo e Mantoan di  interfacciarsi concretamente con il territorio e le sue problematiche.

I temi toccati sono stati diversi e si e’ potuto raccogliere informazioni piu’ puntuali ed aggiornate sugli interventi in corso o previsti nella zona.

E’ un primo passo.

L’auspicio e’ che si possa proseguire il confronto con Citta’ Metropolitana e con le Amministrazioni dei Comuni del territorio per attuare politiche ambientali efficaci.

In piu’ interventi e’ emerso l’auspicio che Citta’ Metropolitana confermi e rafforzi il suo impegno in progetti di sostenibilita’ ambientale in collaborazione con i comuni per arrivare in tempi brevi (mesi e non decenni) a risultati apprezzabili di miglioramento delle condizioni ambientali e quindi anche della salute dei cittadini del Nord Milano.

TEMPO DI INAUGURAZIONI, MA…….

Leggiamo sui giornali locali la notizia tanto attesa di diverse inaugurazioni di infrastrutture locali, previste nei prossimi giorni. Quella dominante e che ha certamente trascinato le altre è l’apertura, finalmente, del transito sul ponte sulla Ferrovia e Seveso che migliora indiscutibilmente la connessione tra due parti del nostro Comune, finora penalizzata fortemente dai passaggi a livello della linea ferroviaria che, in questi anni hanno messo a dura prova la pazienza e resistenza dei cittadini Padernesi. Legate a filo doppio all’apertura del ponte ci sono la messa in servizio della complanare Rho Monza e dello svincolo della Milano Meda. Tutte opere infrastrutturali importanti dal punto di vista viabilistico,  che convergono sulla rotonda di via Battisti e sulle vie strettamente collegate. Tutte opere infrastrutturali importanti che avranno un impatto devastante sul traffico locale e sui parametri della salute in termini di rumore e di inquinamento, con cui saranno chiamati a fare i conti i 3000 abitanti che, loro malgrado, si sono trovati a vivere a pochi metri da queste opere.  Tutte opere infrastrutturali importanti che si sommano alla regina di esse e cioè la “PORCATA”, ossia la Rho Monza a cielo aperto. Peccato che a questa serie concentrata di inaugurazioni, in sordina o no, ne manchi una che non ha il loro valore viabilistico, ma sulla cui importanza ognuno può riflettere. Stiamo parlando, ovviamente, del progetto integrativo di mitigazioni ambientali vere ed importanti, voluto, spiegato in tutte le sedi possibili, sostenuto in tutti modi, da ormai otto lunghi anni, prima dal comitato dell’interramento Rho Monza (CCIRM) e  poi dal Circolo Legambiente di  Paderno Dugnano. Un progetto presentato, apprezzato e condiviso (nelle dichiarazioni) anche dal Ministero delle Infrastrutture che aveva il compito di valutarlo e finanziarlo. Un progetto sottoscritto dalla passata Amministrazione Comunale con una delibera che risale al novembre del 2018, integrata e migliorata da un’altra Delibera dell’Amministrazione attuale del marzo 2022. Un progetto subito da Serravalle che, però, ha avuto la faccia tosta di presenziare alla Triennale di Milano nel 2019, in cui questo progetto dello studio Pan Associati di Milano, da noi promosso e sostenuto, ha vinto il primo premio nella sezione “Recupero dei territori di frangia”.  E a ritirare il premio, oltre a noi e al Dott. Selleri, anche la Serravalle.  Dunque, abbiamo una situazione in cui il Ministero, da sempre, è d’accordo sul progetto perchè in linea con il D.M.  274 di  miglioramento ambientale   e disponibile  al suo finanziamento, Serravalle obtorto collo deve stare al gioco, le Amministrazioni Comunali (quella di prima e quella attuale) sono d’accordo e  nonostante questo e  l’ultima Delibera in materia inviata al Ministero risalga, come detto, al marzo 2022, nel momento in cui si inaugura di tutto,  a destra, a sinistra e al centro (oppure a est, ovest e sud), il fatto che nelle aree destinate alle mitigazioni ambientali, in cui sono previste dune e alberi a pronto effetto, non sia stata portata neanche una carriola di terra, cioè un segnale che oltre all’autostrada ci si debba aspettare anche quel qualcosa che stiamo chiedendo da 8 anni , è una cosa vergognosa. Lo sappiamo benissimo che l’interesse e le priorità di Serravalle sono fare autostrade e non mitigazioni ambientali serie, cioè diverse dalla rosa canina e dal prato all’inglese, però, dopo tutto il percorso fatto, ad un anno e mezzo dall’ultima delibera e con l’assenso (a parole) del Ministero, che avrebbero dovuto mettere la parola fine alla vicenda, ci saremmo aspettati qualcosa di diverso e  concreto anche nella direzione della protezione della nostra salute. Oltretutto avevamo informazioni attendibili che Serravalle aveva acquistato lo scorso autunno, gli alberi a pronto effetto da piantumare in questi mesi. Ma dove?  E cosa dire delle recenti dichiarazioni pubbliche di fonte comunale, secondo cui il contratto di appalto di Serravalle è in scadenza nel mese di dicembre e che le prime piantumazioni saranno effettuate il prossimo autunno?  Forse, conviene iniziare a prevedere di mettere noi, nei nostri balconi, a contrasto dell’inquinamento,  vasi con arbusti di  Viburno, Fotinia, Alloro e Ligustro e chi può, nel proprio giardino (condominiale o no)  Aceri, Bagolari, Frassini, Olmi, Ontani e Tigli.

LA VARIANTE AL PGT VIGENTE  DELL’AMBITO RESIDENZIALE RE11 (area ex Scaltrini)

Oltre che distribuire i bollini ai bambini che arrivano a scuola in bicicletta, oltre che piantumare alberi, oltre che gestire alcune aree verdi del nostro territorio, oltre che provare ad instillare pillole di saggezza nei comportamenti di ciascuno verso la casa comune dell’ambiente, oltre che insistere per ottenere mitigazioni ambientali adeguate connesse alla Rho Monza, oltre che…. oltre che….. , accade che in alcune circostanze ci occupiamo anche di problemi complessi, ma importantissimi per l’ambiente in cui viviamo, proprio noi di Paderno Dugnano. E’ accaduto recentemente con  le posizioni prese pubblicamente sulla variante generale al PGT in corso. Nonostante il riscontro complessivo che abbiamo ricevuto, deludente e confuso, insistiamo ancora una volta, occupandoci di una variante al PGT specifica, denominata RE11, che significa l’area ex Scaltrini, compresa tra via Gorizia, via Gramsci e via Generale Dalla Chiesa. Ce ne occupiamo perché riteniamo, nonostante non ci appartenga un  profilo di urbanisti professionisti, ma avendo la possibilità di avanzare Osservazioni specifiche, che questa variante, nei termini nuovi in cui è stata ripresentata, possa contenere la possibilità di trovare un soluzione al problema della ormai nota RE3 ( edificazione nell’area verde naturale di via Dalla Chiesa), superando  la sentenza sfavorevole sia del T.A.R. Lombardia che del Consiglio di Stato. Leggendo il documento presentato e qui allegato, dovrebbe risultare tutto comprensibile e chiaro. Se poi sia anche accettabile da chi è chiamato a decidere, lo scopriremo nelle prossime settimane.

LA DECISIONE DELLA GIUNTA COMUNALE SULLE NOSTRE ULTIME OSSERVAZIONI/PROPOSTE AL DOCUMENTO DI PIANO (VARIANTE AL PGT)

Come pubblicato su questo sito, in data 28 settembre abbiamo presentato un documento di Osservazioni, in merito al processo di elaborazione e approvazione della variante generale al Piano di Governo del Territorio. Abbiamo preso visione, nei giorni scorsi, dei contenuti della Delibera di Giunta Comunale n° 111 del 12/10/23 in cui, dobbiamo dire con sorpresa e amarezza, si legge che “si è ritenuto di non accogliere le richieste di modifiche” contenute nel nostro documento (oltre che in un altro dell’Associazione Restare Umani).  Un documento non strettamente tecnico, se vogliamo, ma che conteneva, a nostro modesto avviso, spunti, riflessioni, considerazioni e suggerimenti concreti, sotto il profilo ambientale che, nel momento in cui ci si appresta ad adottare in Consiglio Comunale la nuova Variante al PGT, con ricadute importantissime e pesanti sul nostro territorio, avevano titolo di essere prese in qualche modo in considerazione.  Invece sono state respinte dalla Giunta “con voti unanimi favorevoli resi in forma palese”. Senza che sia stato attuato un minimo di confronto e scambio di idee. Tutto il lavoro faticoso di lettura, analisi, ricerca e comprensione della complessa documentazione proposta alla cittadinanza, proprio alla ricerca di possibili contributi, buttato al vento. Cosa significa che “pur adeguate e meritevoli di approfondimento le proposte pervenute non possono essere considerate positivamente in questa fase.”? Mettendo insieme i vari tasselli di questa vicenda significa forse che si, qualcosa di quello che abbiamo proposto poteva avere senso (per noi ne ha tantissimo), ma non c’è più tempo, oggi bisogna correre per chiudere il tutto nei termini e prima della scadenza del mandato politico attuale. Beh, se è così, più che un progetto partecipativo, il tutto assomiglia ad un grande gioco collettivo, ma così, giusto per giocare. Peccato non averlo capito subito chiaramente. Avremmo potuto scegliere di non giocare e fare altre cose.  

Circolo Grugnotorto Legambiente

VARIANTE AL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORIO | FASE FINALE

In data 29 settembre 2023 abbiamo presentato al Comune di Paderno Dugnano, condiviso con il Circolo Eco-Culturale La Meridiana, un documento di Osservazioni in merito al processo di elaborazione e approvazione della variante generale al Piano di Governo del Territorio.

Avevamo già presentato il 4 settembre 2023 un documento su questo tema, ma era mirato alla seconda conferenza di VAS – Valutazione Ambientale Strategica.

Siamo ora nella fase in cui le nuove osservazioni presentate dovrebbero essere prese in esame e discusse in un prossimo Consiglio Comunale che dovrà adottare la variante al PGT.

La materia è complicata, molto specialistica e quindi per addetti ai lavori che significa una cerchia ristretta, nonostante il tentativo messo in atto dall’Amministrazione Comunale di informare la cittadinanza attraverso una serie di incontri svoltisi sul territorio.

Anche noi non siamo specialisti della materia, ma abbiamo fatto il possibile per studiarla un po’, capirne i meccanismi ed intuire i possibili scenari, non proprio chiari ed accessibili ad un primo approccio. Però abbiamo chiari alcuni concetti fondamentali che riguardano la qualità dell’ambiente in generale che significa sostanzialmente avere grande attenzione alle sue componenti principali: aria, acqua, suolo.

Attenzione che non deve essere solo nostra, ma anche e soprattutto di chi amministra una città e che, nel momento in cui si appresta ad approvare una variante importante al PGT, dovrà/dovrebbe tenere conto dei contributi ricevuti, tra cui il nostro.

Nelle nostre osservazioni, per essere concreti, abbiamo cercato di calare questi concetti in situazioni e realtà locali precise e conosciute che hanno a che fare con la mobilità, l’inquinamento da traffico, il consumo di suolo, l’impermeabilizzazione non più sostenibile, l’importanza e la difesa delle aree verdi, un patrimonio fondamentale per la collettività. Tra tutte queste situazioni locali che meritano la massima attenzione, vogliamo mettere in evidenza in modo particolare una possibilità (oggetto di una nostra proposta) che si potrebbe esplorare per la soluzione del problema della RE3, per il quale molti cittadini di Paderno Dugnano si sono battuti, in tutti i modi, in questi ultimi anni.

Concludiamo con l’invito, a chi dovrà valutare la nuova variante, di avere il coraggio di rompere con gli schemi tradizionali riguardanti l’edificazione in generale e di avere davvero più attenzione alla natura e all’ambiente. Occorre farlo ora.

Seconda conferenza di Valutazione Ambientale Strategica | Presentato documento di Osservazioni

Si è svolta stamattina nella Sala Consigliare la seconda conferenza di Valutazione Ambientale Strategica della variante al Piano di Governo del Territorio. Nel corso della seduta sono state richiamate le osservazioni presentate da Enti ed Associazioni. Anche ll nostro Circolo Grugnotorto Legambiente ha presentato un Documento di osservazioni che è stato condiviso con il Circolo Eco Culturale La Meridiana e che pubblichiamo.

Il prossimo passaggio dovrebbe essere l’adozione ufficiale della variante da parte del Consiglio Comunale. In vista di questo appuntamento sono stati previsti degli incontri illustrativi con la cittadinanza, le cui date sono reperibili sul sito Comunale. Entro il 4 ottobre, prima del previsto Consiglio Comunale, è possibile presentare eventuali ulteriori osservazioni, proposte e contributi.

RE3 | DAL CONSIGLIO DI STATO VIA LIBERA AI PALAZZINARI

La sentenza del Consiglio di Stato, respingendo il ricorso, ha sostanzialmente confermato l’analisi della vicenda solo dal punto di vista della procedura adottata, come aveva fatto del resto anche il T.A.R..

Abbiamo sperato di trovare qualcuno che valutasse la questione nel suo insieme e quindi anche sotto il profilo ambientale, ma non è avvenuto e ne prendiamo atto, ma siamo certi, per fare solo un esempio, che quanto dichiarato nella sentenza “le deduzioni delle parti appellanti in ordine alla funzione di “filtro ecologico” delle aree pubbliche cedute in compensazione si rivelano generiche e in quanto tali inammissibili” sia compreso meglio, nella sua importanza, dai cittadini di Paderno Dugnano più che dai giudici romani.

Non possiamo, comunque, non ribadire che:

  • cementificare in un’area naturale importante è da irresponsabili.
  • avere applicato lo stesso indice di perequazione definito per tutte le aree edificabili del Comune anche alle porzioni di terreno collocate in un’area in cui, per la presenza del rischio Torrente Seveso, non era consentita la costruzione di box interrati o cantine, è stata definita dalla passata Amministrazione un’operazione di equità. Si è aumentata la volumetria, da 2800 mc a 14.734mc, per poi trasferirla in un’area naturale meravigliosa, con funzione di filtro ecologico (dato il traffico locale, destinato oltretutto ad aumentare e la vicinanza della Rho Monza), con l’obiettivo ci è stato detto di dotare Paderno Dugnano di 2 parchi.

Però, quando si costruiscono 3 palazzine, parcheggi, strada di accesso e pista ciclabile, in un’area naturale, un parco si perde (anche se qualcuno ha sempre sostenuto trattarsi di un’area incolta, che in realtà è un vero parco naturale). Il parco di via Gorizia esisteva anche prima (molto malridotto e trascurato sotto la gestione precedente). Le aree sotto il campanile, se si avesse avuto veramente a cuore il parco del Seveso e viste le particolari condizioni e limitazioni citate sopra, non avrebbero dovuto essere coinvolte nell’aumento di volumetria generalizzata e avrebbero potuto essere oggetto di trattativa per la loro acquisizione. Oppure chi avesse voluto comunque edificare, sia pure con tutte le limitazioni e rischi del caso, avrebbe potuto farlo; si sarebbe un po’ ridotta la superficie complessiva a disposizione, ma il Parco del Seveso avrebbe visto ugualmente la sua realizzazione. E dunque la storia dei due parchi?

Via libera, quindi, ai palazzinari? La sentenza del Consiglio di Stato ci conferma tra le righe che la questione è di scelta politica. Non è cosa nuova, lo abbiamo sempre sostenuto anche noi. Abbiamo prestato attenzione a tutte le opzioni possibili, anche sotto il profilo legale, per opporsi e, purtroppo, è andata male. Ma siccome è un problema politico, non possiamo non chiederci, a questo punto, se è tutto finito o c’è ancora qualcosa che l’attuale Amministrazione può fare, prima delle ormai vicine nuove elezioni, considerando che la soluzione della vicenda RE3 era uno dei punti all’ordine del giorno della sua agenda politica.

Nei link sottostanti, per chi vuole, ci sono i vari passaggi della vicenda:

RE3 – La variante che non vogliamo accettare

Dunque ci siamo. Come deciso e comunicato su questo stesso sito il 7 luglio 2020, il Coordinamento RE3 ha proseguito fino in fondo il percorso del ricorso in Consiglio di Stato, la cui udienza ha avuto luogo ieri 18 maggio.

Ribadiamo molto rapidamente, senza entrare qui in troppi dettagli tecnico-giuridici,  i punti su cui si basano le ragioni di questa scelta, che i nostri avvocati sosterranno con decisione e convinzione:

-l’effettiva funzione del vincolo di destinazione ad area verde inedificabile (VPE) del comparto in Via Dalla Chiesa.

-la concreta finalità di compensazione dell’inquinamento e la funzione di tutela ecologica che finora sono stati conseguiti grazie al fatto che l’area è stata lasciata libera da edificazioni che, se realizzate, interromperebbero la continuità del verde compromettendo le funzioni sopra citate.

-non c’è stata un’autonoma e specifica valutazione di un qualche interesse pubblico del Comune a cedere la proprietà dell’area per fini edificatori, quanto piuttosto l’azione di consentire l’utilizzazione edificatoria da parte di privati, di un’area prevista a verde.

-sulla questione relativa al consumo di suolo, che il T.A.R. non ha riconosciuto, si ribadisce che l’operazione in variante approvata comporta non già il solo trasferimento della superficie fondiaria tra aree omogenee entrambe edificabili, bensì una nuova previsione di edificazione su un’area non soggetta e non assoggettabile a trasformazione urbanistica. Quindi si tratta di un’operazione che comporta nuovo consumo di suolo e non di una operazione algebrica che non tenga conto della natura delle aree.

Ci auguriamo che la IV sezione giurisdizionale del Consiglio di Stato, che in passato ha valutato con molta attenzione temi ambientali con forti analogie al nostro, abbia la possibilità e volontà di analizzare la vicenda della RE3 con un profilo prevalente alla questione di sostanza ecologica-ambientale della questione più che alla verifica formale della procedura degli atti amministravi compiuti, come ha invece fatto, a nostro avviso, il T.A.R. nella sua sentenza.

Dobbiamo inoltre evidenziare che il Comune, in questa circostanza, non si è costituito in giudizio, facendo presente, con Delibera di giunta n° 30 del 30.3.2023, che la suddetta decisione è stata motivata con l’interesse dell’Amministrazione a perseguire, nell’ambito della revisione dello strumento urbanistico, la ricerca di soluzioni alternative per l’ambito in questione, soluzioni che supererebbero gli atti impugnati in primo grado dagli appellanti.

Attendiamo fiduciosi il Giudizio della lV sezione del Consiglio di Stato, certi nel modo più assoluto, della giustezza delle nostre posizioni che ci auguriamo vengano riconosciute.

Il 2022 in breve

Il 2022 è stato un anno pieno di iniziative, incontri, impegno, partecipazione. Sono stati curati parchi, organizzato biciclettate, eventi e tanto altro con il contributo di scuole, bambini, persone, volontari e cittadini. Siete pronti per il 2023? Scopri cosa puoi fare tu ⤵️

Cosa puoi fare tu

L’INAUGURAZIONE DELLA PORCATA RHO MONZA

Abbiamo saputo dalla stampa che domani, nella mattinata, Regione Lombardia al completo, con il suo Presidente Attilio Fontana in testa, presenzierà alla inaugurazione della “Rho Monza”.

L’inaugurazione di una autostrada che avrebbe dovuto essere attiva per un’altra inaugurazione, quella di Expo 2015, una delle ragioni principali che hanno convinto i giudici del T.A.R. e del Consiglio di Stato a respingere i due ricorsi dei cittadini del CCIRM, che ne chiedevano l’interramento.

L’inaugurazione di una autostrada che scaricherà entro una fascia di 250/500 metri l’80% delle polveri sottili (PM10 e PM 2,5) prodotte dalla circolazione del traffico veicolare.

L’inaugurazione di una autostrada che non è ancora aperta al suo utilizzo.

L’inaugurazione di una autostrada che avviene in modalità intima, in un luogo (sotto la galleria fonica) oggi inaccessibile ai non addetti ai lavori e quindi anche a noi.

L’inaugurazione di una autostrada che la popolazione locale ha sempre contrastato e che non accetta.

L’inaugurazione di una autostrada che avrebbe dovuto avere il buon senso, vista la scelta  di realizzazione  a cielo aperto, di essere fatta, sempre in modalità rigorosamente  intima, fra 15/20 anni,  quando l’unico parziale rimedio al cancro ai polmoni  e altre patologie collegate all’inquinamento, cioè il progetto integrativo di mitigazioni ambientali, voluto con determinazione dai cittadini per sette anni,  che significa alberi, alberi, alberi e ancora alberi in ogni metro quadrato disponibile, avrà avuto il tempo di prendere consistenza e di rappresentare concretamente una forma di barriera, l’unica possibile ai veleni dell’autostrada.

L’inaugurazione di una autostrada, il cui interramento è stato ritenuto dal T.A.R. e Consiglio di Stato, più costoso dell’attuale realizzazione, salvo verificare adesso, dopo 7 anni di ritardi e con l’inclusione di un progetto integrativo di mitigazioni ambientali che non è ancora stato approvato ufficialmente e finanziato, che il costo dell’interramento allora stimato sia simile a quello attuale. Una cosa di cui letteralmente vergognarsi. Faremo di tutto per avere questo dato.

E dunque, cosa inaugura il Presidente Fontana?  Un collegamento autostradale più efficace? Ma sa il Presidente Fontana che inaugurando questa porcata, sta prenotando posti in ospedale e casse da morto?

Il Presidente Fontana sa o ha memoria di quanto i suoi colleghi della Lega hanno sostenuto negli anni passati?  Certo gli anni passano e le cose cambiano o si dimenticano. NON PER NOI. E per aiutare la memoria del Presidente Fontana e non solo proponiamo due manifesti dell’epoca.

Non sappiano cosa dirà il Presidente Fontana. Non sappiano cosa diranno le altre autorità presenti. Sappiamo con certezza cosa avremmo detto noi, se presenti, se per esempio fosse disponibile a trasferire la sua residenza a 30 metri dalla porcata. Ma non siamo stati invitati. Peccato.