VENE O AQUA DE CAELO, SI FONTICULUS APTIUS NON EFFICITUR.

Gli alberi e gli arbusti

che sono stati piantumati nei mesi scorsi dal Circolo Grugnotorto con i bambini della Curiel , in ricordo dei caduti  Padernesi della Grande Guerra, ai primi accenni di bella stagione, stanno dando  segni confortanti di vitalità. La percentuale di attecchimento nei giardini della Costituzione, in via Brasile e in via Argentina, è fortunatamente molto elevata. Nei prossimi giorni dovremo intervenire per mettere in sicurezza le pianticelle e liberarle dalle erbe circostanti  che le stanno avvolgendo. C’era un po’ di preoccupazione per la necessità di doverle innaffiare, vista la stagione poco generosa di piogge, senza poter ricorrere alla fontanella situata nel giardino di fronte alla scuola Curiel, perché non funzionante e il cui ripristino è stato chiesto agli uffici competenti un paio di mesi fa. Fortunatamente il cielo, in questa circostanza, ha provveduto. Naturalmente il problema si riproporrà nuovamente con l’avanzare della primavera e poi  dell’estate, ma confidiamo che per quel momento il fonticulus ops… la fontanella, sarà stata riparata, evitandoci di dover reperire l’acqua da qualche residente locale di buon cuore.

Vedi anche:

NUOVI ALBERI IN MEMORIA DEI CADUTI- ATTO SECONDO

Piantumazione in memoria dei Caduti – terza fase

SPAZIO AL DISTRIBUTORE. VIA UN PEZZO DI OASI DEI GELSI!

A partire dal 1999,  i volontari del Circolo Legambiente di Paderno Dugnano, in collaborazione con la cooperativa “I sommozzatori della terra” e il Comune, coinvolgendo anche alunni e insegnanti delle scuole elementari e medie del territorio, hanno piantumato migliaia  di alberi nel Parco Grugnotorto, dando origine, tra l’altro, all’Oasi dei Gelsi.

Oggi, la Kuwait Petroleum Italia SpA, vuole ristrutturare l’impianto di carburanti situato sulla Milano Meda località Palazzolo, in un’area di proprietà KRI SpA. Il distributore attuale è già collocato all’interno del perimetro del Parco e dell’Oasi dei Gelsi e l’operazione di ristrutturazione comporterà la cementificazione di altri 1370 mq di parco. Tutto questo è inserito nella Delibera di Giunta n° 38 del 7/3/2019. 

Non possiamo certamente dirci entusiasti di questa scelta, anche se in cambio arriveranno al Parco Grugnotorto 18.000 euro di compensazioni per nuove piantumazioni. Va ricordato, anche se è banale, che ogni metro quadrato di suolo che viene cementificato è perduto per sempre, mentre nuove e ulteriori piantumazioni sarebbero sempre possibili a costi vicini a zero, se fossero coinvolti i volontari e le persone sensibili ai problemi ambientali che, per fortuna, non mancano.

E’ vero che le compensazioni per il “sacrificio”, come vengono definite oggi queste operazioni, sono indubbiamente allettanti (un automezzo per il trasporto dei soggetti diversamente abili del valore di 42.000 euro e 18.000 euro, già citati, per il Parco Grugnotorto), ma questo cosa significa? Le aree private all’interno del Parco Grugnotorto sono molte. Dobbiamo aspettarci altri baratti a fronte di altrettante offerte allettanti? I precedenti sono sempre pericolosi. Quali garanzie ci sono che il territorio di un Parco, in questo caso P.L.I.S. (Parco locale di interesse sovracomunale), sia destinato a parco, punto e basta?

LA COMMISSIONE EUROPEA E I CENTRI COMMERCIALI DI ARESE, BOLLATE E CINISELLO

La Presidente della Commissione Europea per le petizioni, Cecilia Wikstrom, ha scritto una lettera all’assessore regionale all’Ambiente Raffaele Cattaneo e all’assessore al Territorio di Città Metropolitana Pietro Foroni.

Una lettera in cui si mettono in evidenza le già gravi problematiche ambientali in qui versano l’Italia  e  la pianura Padana lombarda in particolare, che sono destinate ad aggravarsi ulteriormente, sul piano locale,  per le operazioni  connesse all’ampliamento dei centri commerciali di Arese e Cinisello e alla creazione di uno nuovo a Bollate.

Considerazioni e riflessioni che non possiamo non condividere, pensando a Paderno Dugnano e all’ipotesi di ampliamento del Carrefour e che sono state anche formalizzate in un documento di osservazioni molto articolato.

Seguiamo con molta attenzione gli sviluppi di tutte queste situazioni.

Grazie!

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con grande piacere, riportiamo i ringraziamenti di Legambiente Nazionale

AI REGIONALI

AI CIRCOLI

Care e cari,
iniziamo questo articolo con una parola che ci viene dal profondo del cuore:

Grazie

Lo sciopero mondiale sul Clima lanciato dal messaggio potente di Greta è stato un successo planetario mai visto e l’Italia è stata protagonista assoluta. Dei circa 2mila eventi organizzati in tutto il mondo ben 235 sono stati in Italia (siamo il primo Paese al mondo, dopo vengono Francia, Germania e Stati Uniti). E questo è stato possibile grazie al vostro lavoro che ci ha visti organizzare e affiancare gli studenti, spesso spaesati, in ben 150 manifestazioni in tutto il Paese.

Siete stati davvero commoventi: avete parlato con le istituzioni per le autorizzazioni, con la stampa per far intervistare gli studenti, con il mondo della scuola per facilitare la partecipazione delle ragazze e dei ragazzi. Tutto in gran silenzio, senza protagonismo, senza voler mettere cappelli su quello che stava crescendo. Un lavoro duro, sotterraneo, generoso che solo la nostra associazione è in grado di fare. Il successo italiano sta anche in questo. Tra noi possiamo dircelo. E lo facciamo con commozione e a voce alta!

Ora dobbiamo continuare a lavorare per far lievitare questa marea giovanile preoccupata per il suo futuro. Noi staremo col fiato sul collo del governo nazionale, voi su quelli regionali e locali. Dobbiamo accompagnare la trasformazione del sistema energetico, produttivo e della mobilità, diffondendo le tecnologie pulite già disponibili. Dobbiamo fare presto. Stiamo lavorando alla costruzione di una mobilitazione almeno decennale della nostra associazione sulla lotta ai cambiamenti climatici con iniziative popolari, blitz, campagne contro i nemici del clima, dossier di approfondimento. Nelle prossime settimane vi aggiorneremo. Intanto non possiamo che essere orgogliosi per quanto siamo riusciti a fare ieri in 150 piazze e almeno per oggi possiamo fermarci e riposarci, godendoci lo spettacolo che ieri i giornali, le tv, i siti internet, i social media hanno descritto. E noi, possiamo dirlo, c’eravamo. Eccome se c’eravamo!

La manifestazione

Videoreportage: le voci dei giovani

Gli scatti dalla piazza di Roma

Un abbraccio a tutte e tutti

Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente
Giorgio Zampetti, Direttore generale di Legambiente

FRIDAYS FOR FUTURE. La scuola Mazzini c’è!

Non sciopero per il clima alla Mazzini, ma una riflessione e un contributo simbolico per testimoniare come sia importante avere cura dell’ambiente e sollecitare azioni concrete contro i cambiamenti climatici in atto,

Tutti a piedi, quindi, domani 15 marzo,  bambini e genitori. Niente automobili e meno inquinamento. Un aiuto all’ambiente, UN MESSAGGIO PREZIOSO!

Mal’aria 2019: i dati lombardi sull’inquinamento atmosferico

Milano, 22 gennaio 2019                                                                   Comunicato stampa

 Mal’aria 2019: dossier annuale sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane

Brescia 150 giorni di superamento dei limiti (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), seguita da Lodi (149) e Monza (140)

 I motori diesel restano la prima fonte inquinante, da non sottovalutare anche l’effetto del riscaldamento domestico e dell’agricoltura

 Legambiente: “Continua a pesare la mancanza di un’efficace strategia antismog.  

Occorre ridurre il traffico motorizzato privato e cambiare la mobilità urbana incentivando il trasporto pubblico locale, su ferro e lo sharing”

Dossier nazionale:

https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/dossier_malaria2019.pdf

Lombardia soffocata dallo smog. Seppur la media annuale sia migliorata nell’ultimo decennio, restano elevati i picchi di concentrazioni di polveri sottili e ozono, che rendono l’aria irrespirabile nella maggior parte dei mesi invernali ed estivi. Tra leprincipali fonti di emissione figurano il traffico, con l’auto privata che continua ad essere di gran lunga il mezzo più utilizzato, il riscaldamento domestico, le industrie e le pratiche agricole. È il quadro a tinte fosche dipinto dall’edizione 2019 di Mal’aria, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico.

Un anno da codice rosso per la qualità dell’aria il 2018. La città che lo scorso anno ha superato il maggior numero di giornate fuorilegge è Brescia con 150 giorni (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), seguita da Lodi con 149 (78 per il Pm10 e 71 per l’ozono), Monza (140), Milano (135), Bergamo e Cremona (127) (vd. tabella 1). Analizzando le classifiche stilate dall’associazione, si evince come l’intero bacino padano resti soffocato dalla morsa dello smog. Per quanto riguarda i valori di Pm10 Lodi (centralina Vignati) guida la classifica delle città lombarde che hanno oltrepassato il limite quotidiano fis­sato per legge a 50 μg/mc, come media giornaliera, da non superare per più di 35 giorni l’anno (vd. tabella 2), con 78 giorni, seguita da Milano (Marche) con 74.

Nemmeno i mesi estivi, meno colpiti dalle concentrazioni delle polveri, hanno mostrato segnali positivi: l’ozono troposferico (vd. tabella 3) – un inquinante secondario che si forma per reazioni fotochimiche a partire da inquinanti precursori quali gli Ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (VOC), spesso sottovalutato perché si forma nelle zone rurali – i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite di 25 giornicon una media mobile sulle otto ore superiore a 120 microgrammi per metro cubo vedono Brescia tra le città peggiori per questo inquinante con 103 giorni, seguite da Monza (89), Lecco (88), Bergamo (85), Varese (78). Un quadro preoccupante che per Legambiente indica l’urgenza di pianificare misure strutturali capaci di abbattere drasticamente le concentrazioni di inquinamento presenti e di riportare l’aria a livelli qualitativamente accettabili.

 «Le misure di limitazione delle emissioni devono diventare una priorità politica e amministrativa – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. Nonostante l’esistenza dell’Accordo di programma per il miglioramento della qualità dell’aria del bacino padano, infatti, tuttora si continua a procedere per deroghe. Oggi la sfida per Regione Lombardia deve essere quella di ridurre il tasso di motorizzazione e di fare della mobilità sostenibile il motore del cambiamento. È necessario ripensare le città per le persone, non per le auto, con regolamenti che disincentivino l’uso delle automobili, incentivando davvero la mobilità sostenibile, potenziando il trasporto pubblico locale, urbano e pendolare e prevedendo reti ciclabili che attraversino nelle diverse direttrici i centri urbani, prendendo esempio dalle maggiori città europee che si muovono in questa direzione già da tempo. Come sta avvenendo a Milano, per esempio, una città dove già oggi il 50% degli abitanti usa i mezzi pubblici, cammina e pedala e l’esperienza dell’Area C ha condotto all’introduzione da quest’anno di una più vasta zona a emissioni limitate (Low Emission Zone) l’area B, con pedaggi per l’ingresso ai veicoli più inquinanti. Per uscire dall’emergenza cronica dello smog occorre che le città redigano PUMS ambiziosi ripensando l’uso di strade, piazze e spazi pubblici, creando ampie “zone 30” e prevedendo nuove aree verdi nei centri urbani».

Ogni anno in Europa, stando ai dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente, sono oltre 422mila le morti premature all’anno per inquinamento atmosferico e l’Italia si colloca tra i paesi europei peggiori, con più decessi in rapporto alla popolazione, pari a più di 60.600 nel solo 2015, di cui 20.500 riconducibili al Biossido di Azoto, mentre 3.200 sono legate ad alte concentrazioni di Ozono (O3).

«Anche i cittadini, da parte loro, possono fare molto – conclude Barbara Meggetto – ripensando il proprio stile di vita in una chiave più ecofriendly, scegliendo una mobilità dolce e privilegiando lo sharing dei veicoli e riqualificando le proprie case per migliorarne l’isolamento termico e abbattere le emissioni».

 Tabella 1: giorni totali di superamento dei limiti previsti per le polveri sottili (Pm10) o per l’ozono nei capoluoghi di provincia italiani nell’anno solare 2018

Città che hanno superato almeno uno dei limiti giornalieri previsti per il Pm10 o per l’Ozono nel 2018
Brescia 150
Lodi 149
Monza 140
Milano 135
Bergamo 127
Cremona 127
Pavia 115
Lecco 88
Varese 78
Mantova 65
Como 43
Sondrio 35

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa o Regioni

NB: in rosso i giorni totali di superamento delle città in cui si è registrato nel 2018 sia il superamento dei limiti del Pm10 che dell’ozono. Entrambi gli inquinanti derivano da un medesimo precursore, che è il NOx, la cui fonte principale resta il motore diesel

 Tabella 2: Capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana lasoglia limite di polveri sottili in un anno; il D.lgs. 155/2010 prevede un numero massimo di 35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 μg/m3.

Città Centralina Superamenti da gennaio 2018
Lodi Viale Vignati 78
Milano Marche 74
Cremona via Fatebenefratelli 56
Pavia Piazza Minerva 53
Monza via Machiavelli 51
Brescia Villaggio Sereno 47
Como Viale Cattaneo 43
Bergamo via Garibaldi 42

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa

Tabella 3: Capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute; il D.lgs. 155/2010 prevede un numero massimo di 25 giorni/anno (come media su 3 anni) con concentrazioni di Ozono superiori a 120 μg/m3 come media massima giornaliera calcolata su otto ore.

Città Centralina Superamenti da

gennaio 2018

Brescia Villaggio Sereno 103
Monza Machiavelli 89
Lecco Via Sora 88
Bergamo Meucci 85
Varese Vidoletti 78
Cremona Via Fatebenefratelli 71
Lodi S.Alberto 71
Mantova S.Agnese 65
Pavia Folperti 62
Milano Pascal 61
Sondrio Via Paribelli 35

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Ispra

QUESTO IL LINK DI REGIONE LOMBARDIA DOVE POTETE LEGGERE ANCHE LA REPLICA A NOI DELL’ASSESSORE 

http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/lombardia-notizie/DettaglioNews/2019/01-gennaio/21-27/cattaneo-qualita-aria

E QUESTA E’ LA NOSTRA REPLICA DOPO LA CONFERENZA STAMPA DELL’ASSESSORE CATTANEO. 

MAL’ARIA 2019

Legambiente: “L’Assessore Cattaneo non prenda in giro i cittadini sui dati sullo smog. La sfida per combattere l’inquinamento ora chiede incisive politiche regionali, altrimenti continueremo ad essere fanalino di coda d’Europa”

Questa mattina in Regione Lombardia l’Assessore all’Ambiente Raffaele Cattaneo ha replicato ai dati contenuti nel dossier nazionale Mal’aria 2019 presentato ieri da Legambiente, nel quale si dipinge un quadro ancora a tinte fosche per quanto riguarda la qualità dell’aria in Lombardia.

«L’Assessore Cattaneo non inganni i cittadini. I dati sono chiari: rispetto ai 35 gg di superamento concessi dalle norme europee di pm10, 8 capoluoghi lombardi su 12 sono fuori limite – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Per primi abbiamo evidenziato che negli ultimi dieci anni l’inquinamento atmosferico è calato fino a rimanere, in molti casi, sotto la soglia limite dei 40 mgr/mc di media annuale: questo è avvenuto soprattutto nelle annate climaticamente favorevoli, come il piovoso 2014 e l’anno appena concluso, che ha avuto molti episodi di vento e di pioggia nelle stagioni in cui di solito questi eventi sono rari. La replica però è fuori tema: non contestiamo i trend di inquinamento, ma il ritardo della Lombardia e, in generale, delle regioni italiane, ad attuare le politiche che in altri Paesi europei hanno consentito di raggiungere livelli di qualità dell’aria incomparabilmente migliori. Chi non fa corretta informazione?»

Sui dati sciorinati dal comunicato regionale, Legambiente ringrazia per il supplemento d’informazione sempre gradito, ma ridimensiona il ruolo delle politiche regionali. «Zolfo, monossido di carbonio, benzene sono inquinanti diminuiti non per merito dei governatori lombardi, ma per effetto di azioni globali, come la desolforazione dei combustibili, l’introduzione di dispositivi di abbattimento e il miglioramento delle motorizzazioni, nel mercato europeo e globale: come del resto è avvenuto per il piombo, da decenni vietato nelle benzine, ma non certo su indicazione del Pirellone! Adesso bisogna aggredire lo zoccolo duro, che sono l’NOx e i suoi “fratelli”: ozono in estate e polveri secondarie in inverno, della cui formazione la causa principale, come attestano proprio gli inventari regionali delle emissioni che il comunicato di Cattaneo omette di citare, è prima di tutto il traffico veicolare e in particolare i motori diesel!» commenta Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia

M’illumino di meno 2019

1 marzo 2019

Anche quest’anno, c’è stato l’ormai consueto appuntamento con  M’ILLUMINO DI MENO, la giornata mondiale del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili.

E’ un’iniziativa con un forte significato simbolico, ma allo stesso tempo concreta, che fa bene al pianeta e ai suoi abitanti.

Anche per questa edizione sono stati coinvolti i ragazzi delle nostre scuole, grazie alla collaborazione dei loro insegnanti e di Legambiente Paderno Dugnano, i quali hanno dato spazio alla fantasia proponendo, alcuni lavori pensati per uno stile di vita rivolto alla sostenibilità dell’ambiente.

Come ogni anno, Legambiente aderisce e promuove questa manifestazione di “Caterpillar” sul risparmio energetico. Anche per il 2019 è stato effettuato un incontro sul tema per tutte le classi terze della scuola Allende. Giuseppe Bergna si è prestato per proiettare, una presentazione in PowerPoint realizzata nel 2012 e ben spiegata dalla voce narrante di Marco Marelli.

Nella sezione Galleria le immagini dei lavori

NORD DI MILANO: MOBILITÀ CONGESTIONATA, INQUINAMENTO E OPERE INCOMPIUTE

MILANO, 5 MARZO 2019                                                                   COMUNICATO STAMPA

Legambiente: “Riqualificare la rete stradale, terminare la Rho-Monza, estendere l’area B a tutta la metropoli unitamente al biglietto unico integrato”

Traffico congestionato, strade interrotte, inquinamento atmosferico a livelli preoccupanti per la salute di cittadini e ambiente: è un quadro a tinte fosche quello che dipinge l’area a Nord della Provincia di Milano, dove la mobilità ad oggi è un problema urgente a cui si tarda a dare risposte.

«La situazione delle infrastrutture viabili della zona Nord di Milano è inaccettabile – dichiara Marzio Marzorati, vicepresidente di Legambiente Lombardia – Siamo fortemente preoccupati della realizzazione di nuove strade e autostrade, senza che ci sia nessuna azione di cura e manutenzione di quelle esistenti: i cantieri interrotti della Rho-Monza e il degrado della superstrada Milano-Meda ne sono l’esempio. È una situazione preoccupante che pregiudica la sicurezza e la salute dei cittadini e crea uno stato di degrado esteso, che coinvolge tutto il territorio del Nord Milano: stiamo circondando le nostre case di bruttezza».

Per mantenere alta l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni sulla sicurezza e la salute del territorio Legambiente Lombardia questa mattina alle 8.30 ha organizzato un blitz a Cormano, all’incrocio tra via Figini e via Dei Giovi, al quale hanno partecipato rappresentanti dei circoli di Cormano, Bollate, Paderno Dugnano e Cusano Milanino.

«L’area a Nord di Milano è storicamente congestionata dal traffico – spiega Luigi Lunardipresidente del circolo Legambiente di Paderno Dugnano –. I problemi sono aumentati negli ultimi anni a causa dei lavori dell’autostrada Rho-Monza, che dovevano essere ultimati per Expo, ma i cui cantieri si sono fermati da alcuni mesi, a seguito delle difficoltà economiche di una delle imprese appaltatrici che ha chiesto il concordato preventivo al Tribunale di Roma. Nonostante già all’epoca del progetto fossimo stati molto critici in particolare per l’impatto della strada a più corsie sul territorio, tanto che ne avevamo proposto l’interramento per il tratto tra Bollate, Paderno e Cormano, oggi è evidente che, per riorganizzare la mobilità dell’area metropolitana, è necessario il completamento quanto meno dei cantieri già aperti, che deturpano inutilmente il paesaggio».

Il luogo scelto per il presidio di questa mattina è emblematico proprio della situazione di congestione insostenibile del traffico: «Oggi code di auto tra Bollate, Paderno Dugnano, Cusano Milanino e Cormano sono la quotidianità, rendono irrespirabile l’aria e invivibili le città – commenta Anna Merli, direttivo del circolo Legambiente di Cusano Milanino –. Siamo in una situazione di emergenza che serve sbloccare urgentemente, eppure tutti partiti a livello regionale non hanno fatto niente per risolvere il problema. Ci ritroviamo in una condizione di immobilità e mancanza di informazioni da parte delle istituzioni sul futuro della mobilità in quest’area».

 L’associazione si unisce al malcontento dei cittadini che lamentano l’assenza delle amministrazioni locali e di Città Metropolitana: «A Bollate da mesi sono le frazioni di Cassina nuova e Cascina del Sole, a soffrire pesantemente del mancato completamento della A52, perché il traffico si concentra in questo tratto congestionato – aggiunge Marco Moschetti, presidente circolo di Bollate–. Abbiamo chiesto al Comune di vietare almeno il transito dei mezzi pesanti nelle ore di punta, ma siamo stati inascoltati. Un piccolo spiraglio di speranza che la situazione possa sbloccarsi arriva dall’audizione in Regione alla quale hanno partecipato qualche giorno fa tra gli assessori di Paderno Dugnano e il sindaco di Bollate. Dall’incontro è emersa un’ipotesi di apertura entro 10 mesi del tratto della complanare per il collegamento con la Comasina». 

 A preoccupare è anche la pessima qualità dell’aria che i cittadini della zona respirano ormai da troppo tempo. Per mitigare gli effetti dell’inquinamento atmosferico è necessario ripensare la mobilità su vasta scala, implementando un sistema più rigido di sensi unici per impedire l’accesso a questi paesi in orari di maggior affluenza ed aree pedonali estese: «Cormano è un piccolo paese (4,45km2) soffocato dal passaggio dell’autostrada A4, della Milano-Meda, dell’ex  Statale dei Giovi, della Bresso – Novate, della Rho-Monza: strade percorse ogni giorno da centinaia di migliaia di veicoli. L’incrocio dove ci troviamo oggi è esemplare della problematica, soprattutto la mattina e il pomeriggio, e ancor di più quando le grandi arterie esterne sono intasate – dichiara Gianmario Ubbiali, presidente circolo di Cormano –. L’introduzione dell’Area B a Milano è stata una scelta coraggiosa del Comune, ma ora serve un passo ulteriore, ancor più incisivo, con l’estensione della Ztl che impedisce l’ingresso delle motorizzazioni più inquinanti a tutti i Comuni di fascia 1».

Secondo l’associazione ambientalista, inoltre, a questa visione di mobilità andrebbe aggiunto anche un altro incentivo per l’utilizzo del trasporto pubblico su tutta l’area metropolitana, attraverso il biglietto unico integrato.

Video con le interviste disponibile a questo link: https://drive.google.com/open?id=1VSD-3DC5mVlEonW4mSfJuhlvBhqbV2C_

Ufficio stampa Legambiente Lombardia

Silvia Valenti

 

PEOPLE. PRIMA LE PERSONE. Il 2 marzo prossimo, alla fermata della metro Palestro, davanti ai giardini Montanelli di Porta Venezia alle ore 14.

Il prossimo 2 marzo a Milano, avrà luogo la manifestazione PEOPLE. PRIMA LE PERSONE.
La manifestazione è diventato un appuntamento annuale: la prima edizione si è svolta nel 2017 e ha portato in piazza più di 100mila persone. L’anno scorso invece, c’è stata la Tavolata in Parco Sempione in cui si è condiviso il posto a sedere e il cibo.
Per il 2019 si ritorna al corteo che partirà dalla fermata della metro (rossa) Palestro, davanti ai giardini Montanelli di Porta Venezia alle ore 14.

Per ulteriori info, di seguito il link al sito degli organizzatori: http://www.people2march.org/2.0/