Comunicato Stampa del 13/02/2018

                                       L’ERRORE DI ALPARONE SI AGGRAVA

Il 18/12/2017 la Giunta Alparone ha approvato l’adozione del piano attuativo RE3, cioè la possibilità di spostare la costruzione di edifici dal parco del Seveso al parco di Via Dalla Chiesa/Via Gorizia.

Si poteva ( e si può ancora ) impedire di costruire nel Parco del Seveso ma non è stato fatto.

Si poteva ( e si può ancora) dotare la città di 2 parchi ma non si vuole fare.

Il discorso però non è ancora chiuso perché “l’errore di Alparone “dovrà tornare in Consiglio Comunale per l’esame delle osservazioni e approvazione.

Nel frattempo il coordinamento RE3 sta preparando le “osservazioni” che metteranno a nudo le basi di argilla su cui è stata fondata l’intera operazione; le “osservazioni” saranno presentate entro il 26 marzo 2018.

                                                                  Ma c’è dell’altro!
Studiando le carte, è emerso un altro fatto che ripropone gravi interrogativi sulla reale volontà, da parte di Alparone, di tutelare l’interesse pubblico del Parco del Seveso.

Qual era, infatti, l’interesse pubblico che aveva in mente Alparone, nel dicembre 2016? In quel periodo, infatti, ha consentito la trasformazione in abitazione di un deposito, situato sotto il campanile e sottoposto, al pari dell’area circostante, a stringenti vincoli urbanistici quali: distanze cimiteriali, distanze di salvaguardia idrogeologica, distanze di salvaguardia paesaggistica del nucleo storico e distanze di salvaguardia del bene culturale di S. Maria Nascente.

Un deposito ceduto anni fa dalla Chiesa di Paderno ad un privato che, a sua volta, lo ha rivenduto ad un costruttore locale, lo stesso interessato a costruire nel parco di Via Dalla Chiesa/ via Gorizia.

Noi condividiamo che “è da criminali costruire sulle rive del Seveso”, ma è anche per questo che non riusciamo a capire il “senso logico” del PGT del 2013 e del permesso di costruzione appena citato e accordato, tra l’altro, con aumento della volumetria edificabile e prima dell’approvazione della variante al PGT che includeva anche il deposito in questione!
L’errore compiuto da Alparone, nei fatti, penalizza la città sottraendo area verde al parco di Via Dalla Chiesa/via Gorizia, massacrando in questo modo il fragile e prezioso ecosistema oggi esistente, dopo aver creato nel 2013 una edificabilità “virtuale”sulle sponde del Seveso.

L’errore compiuto da Alparone, nei fatti, favorisce un interesse esclusivamente privato.
                                                   

                                                       NO, I CONTI NON TORNANO!

Noi andiamo avanti, per amore di verità e chiarezza, oltre che per amore delle aree verdi del nostro Comune, del Parco del Seveso e del parco di Via Dalla Chiesa/Gorizia.

L’errore di Alparone non deve essere pagato dalla città. Il Sindaco ha sbagliato, a lui il compito di rimediare.

Il Coordinamento RE3
Paderno Dugnano, 13/2/2018

IL CAMPANILE, IL DEPOSITO, L’ABITAZIONE.

(Come un vecchio deposito appoggiato al campanile può diventare un’abitazione)

Studiando le carte e analizzando il contesto della vicenda RE3 è emerso un altro capitolo che appare quantomeno strano e anomalo.

Si tratta della concessione edilizia, per la trasformazione in abitazione, accordata nel dicembre 2016 ad un deposito adiacente al campanile della Chiesa S. Maria Nascente di Paderno.

L’area, in cui questo deposito è situato, è stata scorporata dal comparto RE3, previsto dal PGT sia per l’edificazione sia per la formazione del parco del Seveso, ma di questo mantiene tutta una serie di vincoli urbanistici molto precisi.

Foto deposito adiacente al campanile

E qui torna la questione già posta a proposito dei diritti edificatori, esistenti nell’ambito RE3 , la cui volumetria è stata aumentata di ben 5 volte nel PGT del 2013.

Non si comprende , ancora una volta, l’aumento della volumetria nel 2013 e la concessione di questo permesso di costruzione nel 2016, nonostante la presenza di vincoli quali : distanze cimiteriali, distanze di salvaguardia idrogeologica ( vedi esondazioni del Seveso del 2010 3 2014 ), distanze di salvaguardia paesaggistica del nucleo storico e distanze di salvaguardia del bene culturale di S. Maria Nascente.

Un permesso di costruzione concesso , tra l’altro, con aumento della volumetria edificabile e prima dell’approvazione della variante al PGT che includeva anche il deposito in questione!

Perché queste scelte se veramente al Sindaco Alparone stava a cuore la realizzazione del Parco Urbano del Seveso?

Il deposito di cui stiamo parlando è stato ceduto anni fa dalla Chiesa di Paderno ad un privato che, a sua volta, lo ha rivenduto ad un costruttore locale, lo stesso interessato ora alla permuta delle aree (da via Roma in via Dalla Chiesa), in cui esercitare gli ormai famosi diritti edificatori , incrementati di 5 volte dal PGT del 2013.

Oltretutto, da quanto sta emergendo, anche sulla stampa locale, pare che questa operazione stia provocando adesso dei problemi molto seri alla Parrocchia di S. Maria Nascente.

Vedi nella sezione documenti : Osservazioni a delibera di Giunta n° 227

Comunicato Stampa del 29/12/2017

SINDACO ALPARONE HAI SBAGLIATO!

Il coordinamento RE3 prepara le osservazioni

Nell’ultimo consiglio comunale, il sindaco Alparone ed il suo vice Bogani hanno deliziato i presenti con slides immaginifiche per dimostrare che l’obiettivo della Giunta, con la varante RE3, è di regalare alla città il Parco del Seveso in via Roma e il parco di via Gorizia riqualificato.

Nelle slides di pura propaganda, relative al parco di Via Gorizia/Dalla Chiesa, non hanno però avuto il coraggio di mostrare l’impatto devastante della edificazione prevista. Lo faremo noi, nei prossimi giorni, per completezza di informazione.

E sempre per completezza di informazione, abbiamo l’obbligo di evidenziare alla cittadinanza ciò che è il fondamento di tutta la vicenda della variante RE3 in permuta: L’ERRORE DI ALPARONE.

Nel 2013, con l’approvazione del PGT, consapevolmente o inconsapevolmente, il sindaco Alparone, con chi lo ha sostenuto, ha attribuito l’Indice Unico di Perequazione di 0,35 per ogni mq. di superficie che, nell’ambito RE3, significa aver elevato la volumetria esistente da 2.800 metri cubi a oltre 14.000 metri cubi!

L’articolo 11 della L.R. 12/2005, invece, dà la possibilità di attribuire un Indice di Perequazione “…differenziato per parti del territorio comunale, disciplinandone altresì il rapporto con la volumetria degli edifici esistenti, in relazione ai vari tipi di intervento previsti….” (per esempio il Parco del Seveso).

In altre parole, Alparone, nel 2013, ha aumentato di ben 5 volte la volumetria edificabile nell’area del Parco del Seveso, di cui adesso si erge a paladino, utilizzando un Indice Unico che avrebbe potuto invece essere differenziato, proprio per salvaguardare un interesse pubblico.

Se cementificare sulle sponde del Seveso è, come ha dichiarato Alparone, un atto criminale, cosa dobbiamo pensare di chi, avendone avuto la possibilità, non ha messo in atto le misure necessarie per evitarlo o almeno contenerlo?

Oggi si tenta di far passare l’idea che i 3000 cittadini, che hanno firmato la petizione, non abbiano interesse al Parco del Seveso. Consigliamo di non provarci nemmeno!

Il Parco del Seveso ha radici lontane che risalgono al PRG del 1999, molto prima dell’avvento di Alparone,  quando gli attuali sostenitori del sindaco in Giunta lo definivano vergognosamente “il parco delle pantegane”.

il Parco del Seveso va realizzato a beneficio della città, ma non sacrificando quello di via Dalla Chiesa/via Gorizia.

Infatti, per quanto Alparone e Bogani si ostinino a minimizzare l’impatto della variante e a considerarla esterna al parco di via Gorizia, non sfugge a nessuno che l’attuale contesto naturale, formato da prati e alberi, che si estende da via Dalla Chiesa a via Gorizia, sarà irrimediabilmente compromesso con la costruzione di 52 appartamenti e annessi parcheggi e strade di collegamento.

Il verde rimasto va protetto, difeso e incrementato, non distrutto dal cemento!

La variante RE3 dovrà tornare ora in Consiglio Comunale per l’approvazione definitiva.  In questi giorni, ma solo fino al 4 gennaio, sono consultabili gli atti nell’Albo Pretorio comunale. Seguiranno, poi, le osservazioni dei cittadini.

La partita non è ancora chiusa e noi continueremo con decisione la nostra azione di opposizione.

L’errore di Alparone non deve essere pagato dalla città. Alparone ha sbagliato, a lui il compito di rimediare.


Il Coordinamento RE3

Comunicato Stampa del 14/12/2017

Sindaco del Comune di Paderno Dugnano
Dott. Marco Alparone
 pec:  comune.paderno-ugnano@pec.regione.lombardia.it
c.p.c:  Comitato per Il verde  pubblico Presso Ministerodell’Ambiente
Cons. Massimiliano Atelli (Presidente)                                      email: comitato.verdepubblico@minambiente.it
pec: MATT’M@pec.minambiente.it
          Cìttà Metropolitana
          Settore Pianificazione Territoriale e
          Programmazioione delle Infrastrutture.
          Dott.Emilio De Vita
          pec:   protocollo@pec.cittametropolitana.mi.it
Osservatorio Ambientale presso Ministero Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare Direzione Generale per le Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali
c.a. Presidente Dott. Alberto D’Ercole
Via Cristoforo Colombo n.44 00147 Roma
pec: oa.rhomonza@legalmail.it
c.a.:  Assessore Sig. Gianluca Bogani
&-mail: gianluca.bogani@comune.paderno-dugnano..mi.it
c.a.: Presidente del Consiglio Comunale
c.a.: Capigruppo Consiliari  del Comune di Paderno  Dugnano
Oggetto: Osservazioni in merito al “Riscontro a petizione presentata in data 04/11/2017 Prot. n.64332 (in allegato 1)
Prendiamo atto del ripetersi di prese di posizione formali e stucchevoli sul tema della salvaguardia del verde e del consumo di suolo da parte dell’ Amministrazione Comunale di Padrno Dugnano da lei presieduta.
L’ edificazione privata, approvata da questa Amministrazione,  parco del Grugnotorto, il taglio degli alberi ad alto fusto in via S Ambrogio e in via Tunisia, l’ipotesi di trasferire in altre aree verdi le attività sanitarie palazzo INAM, l’incremento del consumo di suolo negli ultimi   4 anni (sulla base dei dati ISPRA sono stati consumati nel nostro Comune 80.100 mq. e siamo al 26° posto tra i 7998 comuni Italiani con maggior consumo di suolo), sono Il risultato delle politiche delle sue amministrazioni che sono sempre state argomentale con lo stesso stile e mostrando scarsa sensibilità sul tema dell’ambiente .
In merito al riscontro ricevuto seguono le  nostre  doverose e necessarie precisazioni:
– tutti i cittadini di Paderno definiscono, come lei sa bene, “Parco di via Gorizia” la parte storica” dello sres.so (con accesso da via Gorizia) e le aree confinanti, indicate nel PGT come VPE e con accesso da via Generale C. A . Dalla Chiesa . La storia di questa aree,  che lei sicuramente conosce, sono, i n  ogni caso riassunte al punto 1 dell’allegato 2.
Le rammentiamo Inoltre quanto scritto nel PGT del 2013 approvato dalla Sua Amministrazione :

NOTA di attuazione del PGT

Articolo 49 Aree per servizi del verde e degli aperti ad uso pubblico Comma 2 – l servizi del verde e degli spazi pubblici o ad uso pubblico sono indicati nelle tavole del Piano dei Servizi con apposita simbologia come di seguito indicato.

Spazi a verdi della rete ecologica (Vpe)

Le aree cosi classificate contribuiscono alla formazione della rete ecologica
locale in area urbana. In tali aree dovranno essere Incentivate nuove alberature, l ‘estensione delle aree verdi o la costruzione di siepi. Nelle aree cosi classificate non è ammessa la realizzazione di nuovi edifici.

 V.A.S. Rapporto ambientale (capitolo delle aree verdi)

fasce   “filtro” lungo gli assi stradali principali  che da un lato cercano una
mitigazione rispetto all’impatto di grandi infrastrutture, dall’altro fungono
da “micro-polmoni” che giocano un ruolo importante nel riequilibrio delle emissioni atmosferiche; • aree libere Ira i quartieri del comune che fungono
penetrazioni  verdi/corridoi ecologici minori.
  • Relativamente al diritti edificatori che Insistono sulle aree tra la via Roma e via Camposanto, le ricordiamo che tali diritti sono passati dai 2800 mc del PRG precedente, risalente agli anni 90, al 734 mc. del PGT approvato nel 2013 dalla sua Amministrazione . Il beneficio di questo aumento di volumetria edificabile non porta certo vantaggio al cittadinl di Paderno Dugnano, ma va a vantaggio esclusivo del proprietari delle aree del comparto RE3; gli stessi che hanno proposto la variante RE3 come indicato nella Delibera n. 70 della Giunta Comunale del 6 aprile 2017 in allegato 3.
  • Cogliamo, Infine, l’occasione per rammentarle che siamo In attesa di un vostro riscontro In merito alle Osservazioni” Indicate nel documento In allegato  relativamente  alla assoggettabllltà a V.A.S. della proposta di variante  RE3″.
Inviamo questa nota anche agli enti indicati In “c.p.c”, nella speranza che queste istituzioni, preposte al controllo e al monitoraggio degli impatti sull’ambiente delle scelte urbanistiche delle Amministrazioni Comunali, possano contribuire ad evitare decisioni In grado di compromettere ulteriormente un sistema ambientale già critico, con conseguenti pesanti ricadute sulla salute del cittadini.
Distinti saluti.

A nome delle associazioni, partiti, e  cittadini che hanno sottoscritto la petizione “Salviamo Il Parco di via Gorizia”

Comunicato Stampa del 12/12/2017

LETTERA APERTA IN RISPOSTA AL RISCONTRO DEL SINDACO ALLA PETIZIONE.

Abbiamo ricevuto il riscontro del Sindaco alla petizione “SALVIAMO IL PARCO DI VIA GORIZIA-VIA DALLA CHIESA” e non possiamo evitare di replicare per un bisogno irrinunciabile di chiarezza.

Il titolo della petizione è chiaro. Non è, quindi, giocando con le parole, che il Sindaco può sperare di eludere la questione di fondo della variante RE3.

I cittadini che in numero massiccio hanno firmato la petizione non sono degli sprovveduti, come si vorrebbe far credere. Hanno capito benissimo dove l’attuale giunta intende consentire la edificazione in permuta. Inutile il tentativo, goffo e maldestro, di non riconoscere la dignità di parco allo spazio verde, utilizzato per l’operazione immobiliare, definendolo semplicemente e riduttivamente “area”.

La precisazione poi che non è prevista alcuna edificazione nemmeno nell’attuale campo di calcio, oltre che essere di una banalità disarmante, contiene in se’ una carica offensiva alla comune intelligenza che non dovrebbe essere consentita ad un primo cittadino.

La riqualificazione del parco di via Gorizia/Dalla Chiesa, che viene presentata come una contropartita, è una operazione che una Amministrazione attenta avrebbe già dovuto realizzare, all’interno di una strategia più generale di manutenzione dei parchi e delle aree verdi comunali. Sottolineare, adesso, la valenza di questo intervento è puramente strumentale.

Parlare infine, come fa il primo cittadino, di numero degli appartamenti che saranno edificati nel parco è, in sé, una questione marginale. Ciò che i cittadini devono sapere, invece, è che nelle aree situate tra via Roma e via Camposanto, il PGR vigente negli anni 90 prevedeva una volumetria edificatoria di mc 2800. Successivamente la Giunta Alparone ha aumentato  la volumetria a mc.14734. Quindi, sbandierare la riduzione di 1000 mc di cemento (4 appartamenti), ottenuti nella permuta, è francamente ridicolo.

Lo abbiamo già detto altre volte. L’operazione della variante RE3 non è a vantaggio dei cittadini,  è sbagliata e va fermata.

Per il  18 dicembre  è stato convocato il Consiglio Comunale che avrà all’ordine del giorno anche l’attuazione dell’ambito residenziale RE3.

INVITIAMO I CITTADINI A NON MANCARE A QUESTO APPUNTAMENTO E A GARANTIRE UNA PARTECIPAZIONE NUMEROSA.

Coordinamento RE3

 

12/12/2017

Comunicato stampa del 20/11/2017

Contro la Variante RE3 al PGT di Paderno Dugnano

 Spedita una lettera agli Enti
coinvolti nella Valutazione Ambientale

PADERNO DUGNANO, 20 novembre 2017: Contro il progetto RE3 promosso dall’Amministrazione Comunale di Paderno Dugnano che prevede la costruzione di 60 appartamenti in un parco verde pubblico si stanno mobilitando cittadini, associazioni e forze politiche di opposizione. In poco tempo sono state già raccolte più 2.500 firme e altre se ne stanno ancora  raccogliendo, per arrestare il percorso che conduce al voto della Variante al PGT in Consiglio Comunale.

Nonostante le proteste, il Sindaco Marco Alparone e il Vicesindaco e Assessore all’Urbanistica Gianluca Bogani sono intenzionati ad andare avanti.

A fine ottobre gli uffici comunali hanno ritenuto che la Valutazione Ambientale Strategica fosse da escludere, nonostante fosse richiesta da vari soggetti, tra cui Città Metropolitana.

In questo quadro i cittadini, le associazioni e le forze politiche riunite in coordinamento per impedire la cementificazione del Parco di Via Gorizia – via Generale Dalla Chiesa hanno inviato a tutti gli enti coinvolti una serie di osservazioni e puntualizzazioni sulle criticità, sulle ricadute negative e sugli effetti derivanti dall’eventuale realizzazione del Piano.

La lettera (che si trasmette in ALLEGATO) è stata spedita all’Autorità Competente per la VAS del Comune di Paderno Dugnano, al Settore Pianificazione Territoriale della Città Metropolitana, all’Agenzia di Tutela Salute di Città Metropolitana, ad Arpa Lombardia e, per conoscenza, al Sindaco e all’Assessore competente di Paderno Dugnano, nonché all’Osservatorio Ambientale Rho-Monza istituito presso il Ministero dell’Ambiente.

Questa comunicazione si è resa necessaria perché dalla lettura del provvedimento di esclusione della VAS emergono una minimizzazione degli effetti e una sostanziale sottovalutazione degli elementi portati dai vari soggetti partecipanti al procedimento.

Si ringrazia per l’attenzione.

Distinti saluti.

Coordinamento RE3

All.: Lettera agli Enti coinvolti nella procedura di assoggettabilità alla VAS del Piano RE3          Vedi nella sezione documenti “Osservazioni coordinamento a esclusione VAS”

 

 

Comunicato Stampa del 18.10.17

28 OTTOBRE FIRMA DAY PER SALVARE IL PARCO

Paderno Dugnano, 18 ottobre 2017

Sabato 28 ottobre sarà il FIRMA DAY contro la Variante RE3: con la partecipazione di molti volontari, attivisti e liberi cittadini saranno allestiti in 10 tavoli su tutto il territorio comunale per raccogliere le firme sulla petizione “Salviamo il parco di Via Gorizia / Via Dalla Chiesa”.

Di seguito l’elenco dei punti di raccolta firme:

  • P.zza Matteotti
  • Via Cardinal Riboldi / angolo Toscanini
  • Via Roma  / via Camposanto
  • Via Coti Zelati / p.zza Addolorata
  • Via Reali  (zona ciclopedonale nei pressi della farmacia)
  • Via Gramsci  (altezza p.zza Falcone e Borsellino)
  • Via Cesare Battisti  (vicinanze Unes)
  • Via Tripoli  / via Cuba
  • Via Monte Sabotino / vicino via Bolivia
  • Via Italia / vicino via Cappellini

Contro questo progetto si sono mobilitati cittadini, associazioni e forze politiche.

Finora hanno aderito: AIEA, ANPI, CCIRM, Circolo Eco-Culturale LA MERIDIANA, Circolo Grugnotorto di LEGAMBIENTE, FNP-CISL, Lista Civica “Insieme per Cambiare”, Medicina Democratica, Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico, Partito della Rifondazione Comunista, Partito Socialista Italiano, SPI-CGIL, UILP-UIL, Verdi

Proposta di Piano Integrato d’Intervento in variante del PGT dell’Ambito RE3.

Il Circolo Grugnotorto Legambiente di Paderno Dugnano, con altre associazioni, forze politiche e cittadini, riunite nel coordinamento RE3, si sta opponendo all’operazione immobiliare che l’attuale amministrazione comunale è determinata a concludere e che consiste nella costruzione di 52 appartamenti in un’area a verde pubblico, situata tra via Dalla Chiesa e via Gorizia in stretta continuità con il Parco stesso di Via Gorizia.

Questa operazione si colloca all’interno della proposta di piano integrato d’intervento in variante del PGT dell’ambito RE3 e si articola in due profili di intervento:

  • Via Roma: è l’ambito unitario RE3 previsto dal PGT sia per l’edificazione sia per la formazione del parco del Seveso
  • Via Gorizia/Dalla Chiesa: è l’ambito in Variante dove viene trasferita l’edificazione.

In sintesi la proposta prevede:

  • Via Roma: nessuna edificazione e l’intera area entra a far parte de Parco del Seveso, l’area a parco e il parcheggio adiacente vengono attrezzati e riqualificati
  • Via Gorizia/Dalla Chiesa: nuova area di trasferimento edificatorio in un’area attualmente a verde pubblico, in cessione al Comune con gli interventi edificatori limitrofi degli anni 80/90 e formazione di parcheggio pubblico, strada di accesso e pista ciclabile e riqualificazione parco urbano adiacente

Questa operazione viene descritta dal Sindaco Alparone come un sacrificio (la edificazione nell’area verde di Via Dalla Chiesa/Via Gorizia) che la città deve sopportare in cambio della realizzazione in Via Roma/Via Camposanto di un parco all’interno del progetto più generale del Parco Urbano del Seveso.

L’attuale PGT ha fatto rientrare l’area del comparto RE3 in una classe di protezione fluviale per la sua particolare e rischiosa componente geologica e idrogeologica (vedi esondazioni del Seveso del 2010 e 2014).

Il Sindaco, per sostenere e giustificare la proposta di variante, si appella ai diritti di edificazione esistenti che alcuni privati detengono e al fatto che, come ha sostenuto in più occasioni “è da criminali costruire sulle sponde del Seveso”. Quindi vanno salvaguardati i diritti di edificazione acquisiti che però sarebbe da criminali esercitare sulle sponde del Seveso. Come si tengono insieme le due cose e come “convincere” i proprietari dell’area a esercitare i loro diritti altrove?  Quale offerta più allettante di consentire l’edificazione di appartamenti immersi nel verde? Ecco trovata la soluzione! Il trasferimento dei diritti edificatori di Via Roma nel parco di Via Dalla Chiesa/Via Gorizia che consente, al tempo stesso, la realizzazione del parco urbano del Seveso in Via Roma/Camposanto.

Sembra che il discorso non faccia una grinza e invece no. Purtroppo.

Occorre ricordare che “l’origine di tutto “è da ricondurre alla precisa scelta politica del centro destra  (Sindaco Alparone) che, con la variante al PGT del 2013,  ha aumentato le cubature edificabili nel comparto RE3 di via Roma – via Camposanto da 2800 mc a 14.734 mc , con la motivazione che “questo incremento derivava dall’applicazione dell’indice di perequazione “flat” di 0,35 per ogni mq. di superficie, definito per tutte le aree edificabili del Comune, come previsto dalle “leggi “.

Le stesse “ leggi“,però,  indicano anche che “ l’ indice di perequazione “ può essere differenziato al fine di proteggere aree di interesse pubblico.

L’ indice nel comparto RE3, quindi, poteva essere anche di zero , cioè si potevano anche annullare i 2800 mc previsti dal PRG precedente , se davvero si voleva tutelare l’interesse pubblico per il Parco del Seveso e tutti i vincoli urbanistici che insistono su quest’area : distanze cimiteriali – distanze di salvaguardia idrogeologica – distanze di salvaguardia paesaggistica del nucleo storico e distanze di salvaguardia del bene culturale di S. Maria Nascente.

Una scelta diversa (e possibile) da quella operata nel 2013, avrebbe potuto consentire ( ma può consentire ancora),  sia la realizzazione  del Parco Urbano del Seveso in Via Roma/Camposanto sia il mantenimento della preziosa area verde  situata in Via Dalla Chiesa e annessa in modo naturale all’esistente Parco di Via Gorizia.

Come corollario finale, l’attuale Giunta arriva a sostenere che l’operazione RE3 consentirà anche la riqualifica del Parco di Via Gorizia e dell’area verde di Via Dalla Chiesa che di esso è la naturale continuità.

Ci chiediamo se davvero c’era bisogno di questa operazione per assicurare un livello decente di fruibilità  all’intera area.  Non dovrebbe essere una normale attività di manutenzione di beni preziosi come i parchi pubblici?

Il discorso, comunque,  non è ancora chiuso.

Il coordinamento RE3, come previsto dall’iter procedurale,  sta preparando le osservazioni che saranno presentate entro la fine di Marzo.

Dopodichè la variante al PGT  tornerà in Consiglio Comunale per l’esame delle osservazioni e l’approvazione definitiva.

Nelle sezioni AREE TEMATICHE E COMUNICATI sono disponibili i documenti  relativi  a questo argomento.

Vai a Documenti RE3