TRAFFICO, SMOG, OPERE INCOMPIUTE E MOBILITA’ INEFFICIENTE: QUINTO PRESIDIO DI PROTESTA DEI CIRCOLI DI LEGAMBIENTE

MARTEDI 4 GIUGNO 2019 ORE 8.00

CUSANO MILANINO, INCROCIO DI VIALE MARCONI E VIA SORMANI

Dopo i blitz a Cormano a marzo, Bollate ad aprile e Paderno Dugnano a inizio maggio e Novate Milanese lo scorso mercoledì, i circoli di Legambiente dell’area nord di Milano tornano a manifestare contro smog, traffico e opere incompiute, in particolare il completamento della S.P.119 tra Bollate, Senago e Paderno, un’arteria stradale che alleggerirebbe parte del traffico che attraversa Bollate e poi si scarica su Novate e Cormano. L’attenzione è posta anche sulle problematiche legate all’A52 (ex Rho-Monza), sulla proposta di realizzare un sistema di mobilità pubblica integrato nell’area metropolitana attraverso il biglietto unico e sulla necessità di valorizzare la mobilità dolce delle biciclette. A tal proposito per il quinto presidio che vuole testimoniare la preoccupazione dei quartieri, delle persone e delle comunità locali, è stato scelto un incrocio con la pista ciclabile. L’appuntamento è per martedì 4 giugno a Cusano Milanino per le ore 8, presso la rotonda all’incrocio di Viale Marconi e via Sormani (https://goo.gl/maps/g3cwvJF9K3fQDXx96 )

A questa nuova manifestazione saranno presenti i rappresentanti di Legambiente Lombardia e dei circoli di Cormano, Bollate, Paderno Dugnano e Cusano Milanino.

Ufficio stampa Legambiente Lombardia

Silvia Valenti

Tel. 02 87386480

Mob. 3498172191

TRAFFICO, SMOG, OPERE INCOMPIUTE E MOBILITA’ INEFFICIENTE

Milano, 29 Maggio 2019 Comunicato stampa

TRAFFICO, SMOG, OPERE INCOMPIUTE E MOBILITA’ INEFFICIENTE: A NOVATE MILANESE QUARTO PRESIDIO DI PROTESTA DEI CIRCOLI DI LEGAMBIENTE

Presenti anche i candidati sindaco di Novate

Dopo i blitz a Cormano a marzo, Bollate ad aprile e Paderno Dugnano a inizio maggio, i circoli di Legambiente dell’area nord di Milano sono tornati a manifestare contro smog e opere incompiute questa mattina a Novate Milanese presso la rotonda che incrocia via Brodolini, via per Novate, via Cascina del Sole nel momento di maggior afflusso del traffico.

La mobilità ad oggi è un problema urgente a cui si tarda a dare risposte. Non solo esiste una debolezza del sistema stradale, ma anche una mancanza di investimenti per il trasporto pubblico, che è del tutto insufficiente ad affrontare la sfida della mobilità nel territorio della Città Metropolitana.
Con il nuovo presidio, al quale hanno preso parte i rappresentanti di Legambiente Lombardia e dei circoli di Cormano, Bollate, Paderno Dugnano e Cusano Milanino, si è voluto insistere su un punto in particolare: il completamento della S.P.119 tra Bollate, Senago e Paderno, un’arteria stradale che alleggerirebbe parte del traffico che attraversa Bollate e poi si scarica su Novate e Cormano. Il flashmob degli attivisti di Legambiente è stato anche occasione per incontrare i candidati sindaco di Novate Milanese Massimiliano Aliprandi e Daniela Maldini che hanno ascoltato le istanze dei cittadini presenti, L’attenzione è stata posta anche sulle problematiche legate all’A52 (ex Rho-Monza) e sulla proposta di realizzare un sistema di mobilità pubblica integrato nell’area metropolitana attraverso il biglietto unico.

L’associazione non si ferma però qui e continuerà a manifestare: il prossimo appuntamento è fissato per il 5 giugno a Cusano Milanino.

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Ufficio stampa Legambiente Lombardia

Silvia Valenti

 

A PROPOSITO DELLA DISCARICA A CIELO APERTO IN STRADA VICINALE VALLETTE A PADERNO DUGNANO.

Vallette è una via storica , riportata nei mappali del 1721, per il collegamento di Dugnano a Monza. (Fonte: “Anno Domini 1721 – Catasto Teresiano e Ducato di Milano a Paderno Dugnano” di Giuseppe Guatelli)

Approfondendo il problema dell’attuale incredibile discarica,  è emerso che  il degrado ambientale di questa via  era  noto, ai vertici dell’Amministrazione Comunale, da diversi anni, e la  soluzione al problema era già stata individuata  nella  Relazione al rendiconto della gestione anno 2015, Allegato 2” che recita testualmente:

 Il Comune di Paderno Dugnano ha attivamente partecipato, unitamente agli altri comuni consorziati con il “Parco di interesse sovraccomunale Grugnotorto Villoresi”, al processo di rafforzamento della salvaguardia del PLIS, perseguendo l’obiettivo della sua trasformazione in parco regionale. Insieme a ciò e attraverso gli uffici consortili, ha sviluppato la possibilità di realizzare opere intercomunali che permettono l’integrazione del reticolo verde comunale con altre aree ed ambiti a verde. E’ il caso della riattivazione e ampliamento di un canale derivatore tra Nova Milanese e Paderno Dugnano. I lavori saranno totalmente finanziati dal Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi e comprenderanno anche la riqualificazione di parte del tracciato campestre esistente a sud della Cava Eges, interessando la via Vallette di Paderno Dugnano e una fascia delle aree della Cava stessa. Essi permetteranno di rivitalizzare un ambito comunale che attualmente vive un forte degrado. Il Consorzio Est Ticino Villoresi ha recentemente avuto dalla Città Metropolitana le risorse necessarie, a suo tempo convenute con Provincia di Milano e sta procedendo con la progettazione esecutiva cui seguirà l’affidamento delle opere.”

 Lo stato della strada Vallette a maggio 2019 risulta evidente nel video pubblicato su questo sito il 9 maggio scorso.  Nei prossimi mesi dovrebbero concludersi i lavori del Consorzio di Bonifica Est Ticino Villoresi che sta realizzando, su un lato del canale derivatore, una nuova alzaia alberata dove sarebbe possibile continuare una bella passeggiata dal Lago Nord (passando dalla “Cascina degli Uccelli”, anch’essa censita nel Catasto Teresiano) fino a Nova. Ma con quale spirito ci si appresterà  a fare questo,  se sul lato opposto dell’alzaia ci sarà ancora in bella vista la discarica?

Sorge naturale una domanda per l’attuale Amministrazione Comunale: come è possibile che, con i lavori in fase di completamento e già finanziati nel 2015, la discarica sia ancora nello stato documentato dal video? Quando è prevista (se lo è) la rimozione di tutti questi rifiuti?

vedi anche“Una scoperta inquietante” del 9 maggio 2019

A proposito di “AMBIENTE”

L’antropizzazione dell’ambiente naturale da parte dell’uomo e il danneggiamento irreversibile degli ecosistemi…..

https://www.repubblica.it/ambiente/2019/05/06/news/il_declino_della_vita_sulla_terra_accelera_fino_a_un_milione_di_specie_estinte_nei_prossimi_decenni-225578515/

La  cura e l’attenzione ai  varchi ecologici solo a parole. Largo ai capannoni industriali a Paderno e al centro commerciale a Bollate. E Città Metropolitana sta a guardare…..

https://legambientepadernodugnano.wordpress.com/2019/04/29/e-consentito-distruggere-un-varco-ecologico-della-rete-natura-2000/

UNA SCOPERTA INQUIETANTE.

Ieri sera , nel corso dell’incontro pubblico con i candidati sindaci organizzato dal Circolo Grugnotorto Legambiente, è stato presentato questo documento filmato sconvolgente:

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=ZvSapUJIy_Q&w=560&h=315]

La testimonianza di una situazione di degrado che in un Comune importante come Paderno Dugnano, inserito in una delle più moderne città metropolitane, nessuno si aspetterebbe. Una discarica a cielo aperto dalle dimensioni imponenti.

Qui non si tratta di comportamenti saltuari scorretti. No, questa è delinquenza reiterata!

Ciò che lascia allibiti è il fatto che la discarica documentata dal video non si è formata negli ultimi giorni, E’ una situazione che evidentemente è presente da molto tempo.

L’area coinvolta è nel territorio del Plis Grugnotorto e rientra, oltretutto, nel varco ecologico 19 un’area dal tessuto ambientale fragile e preziosissimo che andrebbe curato e protetto con grandissima cura, come del resto prevedono le direttive della Città Metropolitana.

Come è possibile che le “guardie volontarie” dell’Ente Parco non si siano accorte di nulla? Nemmeno il G.O.R.  che per l’attività di controllo riceve anche un contributo? E se le segnalazioni sono state fatte, perché questa situazione si è incancrenita fino a questo punto? Di chi la responsabilità di vigilanza, controllo e repressione? Perché non c’è stata nessuna forma di intervento per interrompere la spirale di degrado divenuto così inarrestabile ?

E’ tollerabile questo stato di cose?

Cercheremo le risposte.

MORIA DI PESCI NEL SEVESO

Qualche giorno fa, si è verificato un episodio gravissimo di inquinamento delle acque del Seveso che ha provocato la morte di numerosi pesci e fatto assumere alle acque una colorazione bluastra. E’ intervenuta prontamente l’Arpa che ha provveduto ai primi rilievi. Alcuni volontari del circolo Grugnotorto Legambiente sono scesi sulla riva del fiume , in prossimità del ponte di v.le Della Repubblica, con il personale del Servizio Veterinario regionale ATS ovest Milano e due agenti di pubblica sicurezza del Nucleo ittico venatorio della Città Metropolitana. Sono stati prelevati una ventina di pesci morti, di tre specie diverse, per essere sottoposti ad analisi di laboratorio, che consentiranno di individuare la sostanza che ha determinato l’inquinamento delle acque e la loro morte. Il tratto coinvolto dall’inquinamento e presenza di pesci morti è compreso tra il ponte sul Seveso di via Cappellini a Incirano e Cusano Milanino. Abbiamo avuto assicurazioni che riceveremo per conoscenza copia delle analisi non appena disponibili. Nella fotografia il momento in cui la dottoressa di ATS Milano procede al prelevamento dei pesci morti da sottoporre agli esami di laboratorio.

Oggi è pervenuto puntualmente il verbale di ispezione effettuato il 7 aprile dal Dipartimento e sicurezza degli alimenti alimentari di origine animale- Distretto veterinario Rho Nord – ATS Milano Città Metropolitana.

Restiamo in attesa di ricevere, come concordato, i risultati degli esami di laboratorio.

Mal’aria 2019: i dati lombardi sull’inquinamento atmosferico

Milano, 22 gennaio 2019                                                                   Comunicato stampa

 Mal’aria 2019: dossier annuale sull’inquinamento atmosferico nelle città italiane

Brescia 150 giorni di superamento dei limiti (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), seguita da Lodi (149) e Monza (140)

 I motori diesel restano la prima fonte inquinante, da non sottovalutare anche l’effetto del riscaldamento domestico e dell’agricoltura

 Legambiente: “Continua a pesare la mancanza di un’efficace strategia antismog.  

Occorre ridurre il traffico motorizzato privato e cambiare la mobilità urbana incentivando il trasporto pubblico locale, su ferro e lo sharing”

Dossier nazionale:

https://www.legambiente.it/sites/default/files/docs/dossier_malaria2019.pdf

Lombardia soffocata dallo smog. Seppur la media annuale sia migliorata nell’ultimo decennio, restano elevati i picchi di concentrazioni di polveri sottili e ozono, che rendono l’aria irrespirabile nella maggior parte dei mesi invernali ed estivi. Tra leprincipali fonti di emissione figurano il traffico, con l’auto privata che continua ad essere di gran lunga il mezzo più utilizzato, il riscaldamento domestico, le industrie e le pratiche agricole. È il quadro a tinte fosche dipinto dall’edizione 2019 di Mal’aria, il dossier annuale di Legambiente sull’inquinamento atmosferico.

Un anno da codice rosso per la qualità dell’aria il 2018. La città che lo scorso anno ha superato il maggior numero di giornate fuorilegge è Brescia con 150 giorni (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), seguita da Lodi con 149 (78 per il Pm10 e 71 per l’ozono), Monza (140), Milano (135), Bergamo e Cremona (127) (vd. tabella 1). Analizzando le classifiche stilate dall’associazione, si evince come l’intero bacino padano resti soffocato dalla morsa dello smog. Per quanto riguarda i valori di Pm10 Lodi (centralina Vignati) guida la classifica delle città lombarde che hanno oltrepassato il limite quotidiano fis­sato per legge a 50 μg/mc, come media giornaliera, da non superare per più di 35 giorni l’anno (vd. tabella 2), con 78 giorni, seguita da Milano (Marche) con 74.

Nemmeno i mesi estivi, meno colpiti dalle concentrazioni delle polveri, hanno mostrato segnali positivi: l’ozono troposferico (vd. tabella 3) – un inquinante secondario che si forma per reazioni fotochimiche a partire da inquinanti precursori quali gli Ossidi di azoto (NOx) e i composti organici volatili (VOC), spesso sottovalutato perché si forma nelle zone rurali – i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite di 25 giornicon una media mobile sulle otto ore superiore a 120 microgrammi per metro cubo vedono Brescia tra le città peggiori per questo inquinante con 103 giorni, seguite da Monza (89), Lecco (88), Bergamo (85), Varese (78). Un quadro preoccupante che per Legambiente indica l’urgenza di pianificare misure strutturali capaci di abbattere drasticamente le concentrazioni di inquinamento presenti e di riportare l’aria a livelli qualitativamente accettabili.

 «Le misure di limitazione delle emissioni devono diventare una priorità politica e amministrativa – dichiara Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia –. Nonostante l’esistenza dell’Accordo di programma per il miglioramento della qualità dell’aria del bacino padano, infatti, tuttora si continua a procedere per deroghe. Oggi la sfida per Regione Lombardia deve essere quella di ridurre il tasso di motorizzazione e di fare della mobilità sostenibile il motore del cambiamento. È necessario ripensare le città per le persone, non per le auto, con regolamenti che disincentivino l’uso delle automobili, incentivando davvero la mobilità sostenibile, potenziando il trasporto pubblico locale, urbano e pendolare e prevedendo reti ciclabili che attraversino nelle diverse direttrici i centri urbani, prendendo esempio dalle maggiori città europee che si muovono in questa direzione già da tempo. Come sta avvenendo a Milano, per esempio, una città dove già oggi il 50% degli abitanti usa i mezzi pubblici, cammina e pedala e l’esperienza dell’Area C ha condotto all’introduzione da quest’anno di una più vasta zona a emissioni limitate (Low Emission Zone) l’area B, con pedaggi per l’ingresso ai veicoli più inquinanti. Per uscire dall’emergenza cronica dello smog occorre che le città redigano PUMS ambiziosi ripensando l’uso di strade, piazze e spazi pubblici, creando ampie “zone 30” e prevedendo nuove aree verdi nei centri urbani».

Ogni anno in Europa, stando ai dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente, sono oltre 422mila le morti premature all’anno per inquinamento atmosferico e l’Italia si colloca tra i paesi europei peggiori, con più decessi in rapporto alla popolazione, pari a più di 60.600 nel solo 2015, di cui 20.500 riconducibili al Biossido di Azoto, mentre 3.200 sono legate ad alte concentrazioni di Ozono (O3).

«Anche i cittadini, da parte loro, possono fare molto – conclude Barbara Meggetto – ripensando il proprio stile di vita in una chiave più ecofriendly, scegliendo una mobilità dolce e privilegiando lo sharing dei veicoli e riqualificando le proprie case per migliorarne l’isolamento termico e abbattere le emissioni».

 Tabella 1: giorni totali di superamento dei limiti previsti per le polveri sottili (Pm10) o per l’ozono nei capoluoghi di provincia italiani nell’anno solare 2018

Città che hanno superato almeno uno dei limiti giornalieri previsti per il Pm10 o per l’Ozono nel 2018
Brescia 150
Lodi 149
Monza 140
Milano 135
Bergamo 127
Cremona 127
Pavia 115
Lecco 88
Varese 78
Mantova 65
Como 43
Sondrio 35

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa o Regioni

NB: in rosso i giorni totali di superamento delle città in cui si è registrato nel 2018 sia il superamento dei limiti del Pm10 che dell’ozono. Entrambi gli inquinanti derivano da un medesimo precursore, che è il NOx, la cui fonte principale resta il motore diesel

 Tabella 2: Capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana lasoglia limite di polveri sottili in un anno; il D.lgs. 155/2010 prevede un numero massimo di 35 giorni/anno con concentrazioni superiori a 50 μg/m3.

Città Centralina Superamenti da gennaio 2018
Lodi Viale Vignati 78
Milano Marche 74
Cremona via Fatebenefratelli 56
Pavia Piazza Minerva 53
Monza via Machiavelli 51
Brescia Villaggio Sereno 47
Como Viale Cattaneo 43
Bergamo via Garibaldi 42

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Arpa

Tabella 3: Capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana l’obiettivo a lungo termine per la protezione della salute; il D.lgs. 155/2010 prevede un numero massimo di 25 giorni/anno (come media su 3 anni) con concentrazioni di Ozono superiori a 120 μg/m3 come media massima giornaliera calcolata su otto ore.

Città Centralina Superamenti da

gennaio 2018

Brescia Villaggio Sereno 103
Monza Machiavelli 89
Lecco Via Sora 88
Bergamo Meucci 85
Varese Vidoletti 78
Cremona Via Fatebenefratelli 71
Lodi S.Alberto 71
Mantova S.Agnese 65
Pavia Folperti 62
Milano Pascal 61
Sondrio Via Paribelli 35

Fonte: elaborazione Legambiente su dati Ispra

QUESTO IL LINK DI REGIONE LOMBARDIA DOVE POTETE LEGGERE ANCHE LA REPLICA A NOI DELL’ASSESSORE 

http://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/lombardia-notizie/DettaglioNews/2019/01-gennaio/21-27/cattaneo-qualita-aria

E QUESTA E’ LA NOSTRA REPLICA DOPO LA CONFERENZA STAMPA DELL’ASSESSORE CATTANEO. 

MAL’ARIA 2019

Legambiente: “L’Assessore Cattaneo non prenda in giro i cittadini sui dati sullo smog. La sfida per combattere l’inquinamento ora chiede incisive politiche regionali, altrimenti continueremo ad essere fanalino di coda d’Europa”

Questa mattina in Regione Lombardia l’Assessore all’Ambiente Raffaele Cattaneo ha replicato ai dati contenuti nel dossier nazionale Mal’aria 2019 presentato ieri da Legambiente, nel quale si dipinge un quadro ancora a tinte fosche per quanto riguarda la qualità dell’aria in Lombardia.

«L’Assessore Cattaneo non inganni i cittadini. I dati sono chiari: rispetto ai 35 gg di superamento concessi dalle norme europee di pm10, 8 capoluoghi lombardi su 12 sono fuori limite – sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Per primi abbiamo evidenziato che negli ultimi dieci anni l’inquinamento atmosferico è calato fino a rimanere, in molti casi, sotto la soglia limite dei 40 mgr/mc di media annuale: questo è avvenuto soprattutto nelle annate climaticamente favorevoli, come il piovoso 2014 e l’anno appena concluso, che ha avuto molti episodi di vento e di pioggia nelle stagioni in cui di solito questi eventi sono rari. La replica però è fuori tema: non contestiamo i trend di inquinamento, ma il ritardo della Lombardia e, in generale, delle regioni italiane, ad attuare le politiche che in altri Paesi europei hanno consentito di raggiungere livelli di qualità dell’aria incomparabilmente migliori. Chi non fa corretta informazione?»

Sui dati sciorinati dal comunicato regionale, Legambiente ringrazia per il supplemento d’informazione sempre gradito, ma ridimensiona il ruolo delle politiche regionali. «Zolfo, monossido di carbonio, benzene sono inquinanti diminuiti non per merito dei governatori lombardi, ma per effetto di azioni globali, come la desolforazione dei combustibili, l’introduzione di dispositivi di abbattimento e il miglioramento delle motorizzazioni, nel mercato europeo e globale: come del resto è avvenuto per il piombo, da decenni vietato nelle benzine, ma non certo su indicazione del Pirellone! Adesso bisogna aggredire lo zoccolo duro, che sono l’NOx e i suoi “fratelli”: ozono in estate e polveri secondarie in inverno, della cui formazione la causa principale, come attestano proprio gli inventari regionali delle emissioni che il comunicato di Cattaneo omette di citare, è prima di tutto il traffico veicolare e in particolare i motori diesel!» commenta Damiano Di Simine, responsabile scientifico di Legambiente Lombardia

NORD DI MILANO: MOBILITÀ CONGESTIONATA, INQUINAMENTO E OPERE INCOMPIUTE

MILANO, 5 MARZO 2019                                                                   COMUNICATO STAMPA

Legambiente: “Riqualificare la rete stradale, terminare la Rho-Monza, estendere l’area B a tutta la metropoli unitamente al biglietto unico integrato”

Traffico congestionato, strade interrotte, inquinamento atmosferico a livelli preoccupanti per la salute di cittadini e ambiente: è un quadro a tinte fosche quello che dipinge l’area a Nord della Provincia di Milano, dove la mobilità ad oggi è un problema urgente a cui si tarda a dare risposte.

«La situazione delle infrastrutture viabili della zona Nord di Milano è inaccettabile – dichiara Marzio Marzorati, vicepresidente di Legambiente Lombardia – Siamo fortemente preoccupati della realizzazione di nuove strade e autostrade, senza che ci sia nessuna azione di cura e manutenzione di quelle esistenti: i cantieri interrotti della Rho-Monza e il degrado della superstrada Milano-Meda ne sono l’esempio. È una situazione preoccupante che pregiudica la sicurezza e la salute dei cittadini e crea uno stato di degrado esteso, che coinvolge tutto il territorio del Nord Milano: stiamo circondando le nostre case di bruttezza».

Per mantenere alta l’attenzione dei cittadini e delle istituzioni sulla sicurezza e la salute del territorio Legambiente Lombardia questa mattina alle 8.30 ha organizzato un blitz a Cormano, all’incrocio tra via Figini e via Dei Giovi, al quale hanno partecipato rappresentanti dei circoli di Cormano, Bollate, Paderno Dugnano e Cusano Milanino.

«L’area a Nord di Milano è storicamente congestionata dal traffico – spiega Luigi Lunardipresidente del circolo Legambiente di Paderno Dugnano –. I problemi sono aumentati negli ultimi anni a causa dei lavori dell’autostrada Rho-Monza, che dovevano essere ultimati per Expo, ma i cui cantieri si sono fermati da alcuni mesi, a seguito delle difficoltà economiche di una delle imprese appaltatrici che ha chiesto il concordato preventivo al Tribunale di Roma. Nonostante già all’epoca del progetto fossimo stati molto critici in particolare per l’impatto della strada a più corsie sul territorio, tanto che ne avevamo proposto l’interramento per il tratto tra Bollate, Paderno e Cormano, oggi è evidente che, per riorganizzare la mobilità dell’area metropolitana, è necessario il completamento quanto meno dei cantieri già aperti, che deturpano inutilmente il paesaggio».

Il luogo scelto per il presidio di questa mattina è emblematico proprio della situazione di congestione insostenibile del traffico: «Oggi code di auto tra Bollate, Paderno Dugnano, Cusano Milanino e Cormano sono la quotidianità, rendono irrespirabile l’aria e invivibili le città – commenta Anna Merli, direttivo del circolo Legambiente di Cusano Milanino –. Siamo in una situazione di emergenza che serve sbloccare urgentemente, eppure tutti partiti a livello regionale non hanno fatto niente per risolvere il problema. Ci ritroviamo in una condizione di immobilità e mancanza di informazioni da parte delle istituzioni sul futuro della mobilità in quest’area».

 L’associazione si unisce al malcontento dei cittadini che lamentano l’assenza delle amministrazioni locali e di Città Metropolitana: «A Bollate da mesi sono le frazioni di Cassina nuova e Cascina del Sole, a soffrire pesantemente del mancato completamento della A52, perché il traffico si concentra in questo tratto congestionato – aggiunge Marco Moschetti, presidente circolo di Bollate–. Abbiamo chiesto al Comune di vietare almeno il transito dei mezzi pesanti nelle ore di punta, ma siamo stati inascoltati. Un piccolo spiraglio di speranza che la situazione possa sbloccarsi arriva dall’audizione in Regione alla quale hanno partecipato qualche giorno fa tra gli assessori di Paderno Dugnano e il sindaco di Bollate. Dall’incontro è emersa un’ipotesi di apertura entro 10 mesi del tratto della complanare per il collegamento con la Comasina». 

 A preoccupare è anche la pessima qualità dell’aria che i cittadini della zona respirano ormai da troppo tempo. Per mitigare gli effetti dell’inquinamento atmosferico è necessario ripensare la mobilità su vasta scala, implementando un sistema più rigido di sensi unici per impedire l’accesso a questi paesi in orari di maggior affluenza ed aree pedonali estese: «Cormano è un piccolo paese (4,45km2) soffocato dal passaggio dell’autostrada A4, della Milano-Meda, dell’ex  Statale dei Giovi, della Bresso – Novate, della Rho-Monza: strade percorse ogni giorno da centinaia di migliaia di veicoli. L’incrocio dove ci troviamo oggi è esemplare della problematica, soprattutto la mattina e il pomeriggio, e ancor di più quando le grandi arterie esterne sono intasate – dichiara Gianmario Ubbiali, presidente circolo di Cormano –. L’introduzione dell’Area B a Milano è stata una scelta coraggiosa del Comune, ma ora serve un passo ulteriore, ancor più incisivo, con l’estensione della Ztl che impedisce l’ingresso delle motorizzazioni più inquinanti a tutti i Comuni di fascia 1».

Secondo l’associazione ambientalista, inoltre, a questa visione di mobilità andrebbe aggiunto anche un altro incentivo per l’utilizzo del trasporto pubblico su tutta l’area metropolitana, attraverso il biglietto unico integrato.

Video con le interviste disponibile a questo link: https://drive.google.com/open?id=1VSD-3DC5mVlEonW4mSfJuhlvBhqbV2C_

Ufficio stampa Legambiente Lombardia

Silvia Valenti