Il 2022 in breve

Il 2022 è stato un anno pieno di iniziative, incontri, impegno, partecipazione. Sono stati curati parchi, organizzato biciclettate, eventi e tanto altro con il contributo di scuole, bambini, persone, volontari e cittadini. Siete pronti per il 2023? Scopri cosa puoi fare tu ⤵️

Cosa puoi fare tu

Reportage PULIAMO IL MONDO 2022 a PADERNO DUGNANO

In questo video è riassunto il grandissimo contributo ed esempio dei ragazzi delle scuole Mazzini e Curiel che, numerosissimi, hanno voluto dare il messaggio a tutti che un ambiente più pulito e sano è possibile. Un invito a cambiare le pessime, ingiustificate, incomprensibili e non più accettabili abitudini di molti. Loro ci credono. Noi ci crediamo e insisteremo. Grazie ai ragazzi, ai loro insegnanti e ai volontari del Circolo Grugnotorto Legambiente.

RRR+CAB=UN ESEMPIO VIRTUOSO

Riduzione, Riuso, Riciclo + Colore, Allegria, Bellezza

E’ la formula che Lore, simpatizzante di Legambiente,  propone dall’angolo dell’orto-giardino di cui si è presa cura.

Le gomme con i battistrada consumati diventano fioriere e i cerchioni sottopentole.

Vecchi bancali di legno trasformati in un nuovo tavolo da usare all’aperto con gli amici, si spera presto.

Sedie ormai stanche , un vecchio mobile  e una pentola che rinascono a nuova vita

Pezzi di vecchie inferriate arrugginite ed ecco una panchina.

e ancora bancali di legno, vecchie porte a vetri, cornici di ex quadri,  pezzi di plexigas e tubi di alluminio riciclati per dare forma e vita ad una piccola e preziosa serra.

E per finire avanzi di vernice, finalmente rimossi dall’angolo della cantina in cui giacevano inutilizzati e dimenticati da tempo, per dare a tutto l’insieme una nota di colore, allegria, vita.

PULIAMO IL MONDO 2020

Anche quest’anno  Legambiente Circolo Grugnotorto Paderno Dugnano aderisce alla campagna “PULIAMO IL  MONDO 2020

Nelle domeniche 27 settembre e 4 ottobre, dalle 14,30, presso il Centro Sportivo Toti in via Serra a Paderno Dugnano.

L’obiettivo è quello di ripulire il parco e porre l’attenzione sul problema dell’abbandono dei rifiuti e delle conseguenze sulla nostra citta. 

L’invito alla partecipazione è rivolto a tutti i cittadini con la convinzione che ognuno di noi può fare qualcosa per rendere più bello e accogliente il nostro territorio. 

Diciamo basta all’abbandono di rifiuti nell’ambiente.
RISPETTIAMO IL TERRITORIO, SE VOGLIAMO SI PUO’ FARE

Alla manifestazione, che ha il patrocinio del Comune di Paderno Dugnano, collaborano anche le associazioni:

Chora, Circolo Eco-Culturale LA MERIDIANA,  DUEPUNTIACAPO, Friday For Future-Milano, Impegnamoci Per Pulire Paderno Dugnano, La Fabbrica, Lumen

Sotto il profilo sanitario durante le manifestazioni verranno adottate le necessarie misure di sicurezza per il contenimento del rischio da contagio da Sars-Cov-2

22/09/2020

LEGAMBIENTE CIRCOLO GRUGNOTORTO PADERNO DUGNANO

IL RECUPERO DI VIALE BAGATTI

Una testimonianza dal Circolo Grugnotorto nel 40ennale di Legambiente.

Per noi del circolo Grugnotorto di Paderno Dugnano la riqualificazione di viale Bagatti è stata una vittoria, una delle pagine più belle scritte dal nostro circolo.

La storica villa Bagatti ed il suo viale sono sempre stati luoghi molto cari alle comunità di Palazzolo Milanese e Varedo. A partire dagli anni cinquanta però, con l’abbandono dell’agricoltura, il viale e la villa hanno subito un lento e costante declino.

Già negli anni sessanta, il luogo aveva raggiunto uno stato di degrado tale da essere evitato dalla gente comune e le ragazze che vi si trovavano a passare venivano etichettate come delle “poco di buono”.

Nei decenni successivi le condizioni del viale erano ulteriormente peggiorate fino a diventare una discarica abusiva a cielo aperto.

Ogni giorno camion provenienti anche dai comuni limitrofi vi riversavano macerie, rifiuti di ogni genere e persino liquami fognari.

Negli anni novanta la nostra città si trovò costretta a prendere una decisione: trasformare il viale in una lunga strada asfaltata per collegare Palazzolo e Varedo (nel vano tentativo di decongestionare il centro città dal traffico) oppure riqualificare la zona e riportare il viale agli antichi splendori.

Noi del locale circolo di Legambiente pensammo allora di dare un segnale forte alla cittadinanza per ribadire la nostra assoluta contrarietà alla colata di asfalto.

E così in un giorno di giugno del 1991, organizzammo una straordinaria giornata di pulizia di viale Bagatti, invitando tutta la popolazione a partecipare.

Fu un grandissimo successo: nonostante il caldo vennero molte persone di tutte le età ad aiutarci. Muniti di guanti, mascherine, pale e carriole raccogliemmo rifiuti anche di grandi dimensioni fino a sera. Ricordiamo ancora il caldo, la fatica e la puzza talvolta insopportabile dei rifiuti! A fine giornata eravamo distrutti ma soddisfatti.

Dopo questo primo segnale, nei due anni successivi, le cose non cambiarono molto.
Durante le riunioni del circolo spesso discutevamo su cosa fare a riguardo. Alcuni di noi avrebbero voluto riproporre l’iniziativa, altri asserivano che ormai viale Bagatti era una strada persa, che era meglio puntare su altri progetti.

Fortunatamente ci fu una svolta con le elezioni comunali. Grazie ad una folta presenza degli ambientalisti tra le file della maggioranza, l’amministrazione comunale fu indotta ad occuparsi del problema.

Nel settembre del 1993 organizzammo una seconda giornata di pulizia del viale. Fu un successo come la prima. Qualche tempo dopo la nuova amministrazione mise a dimora nuovi alberi a sostituzione delle piante morte. Venne tracciato poi il percorso pedonale e ciclabile.

Sono passati quasi trent’anni. Oggi viale Bagatti è un’oasi verde tra le case ed è collegato al grande parco sovracomunale del Grugnotorto e all’Oasi dei Gelsi. Ogni giorno è frequentato da moltissime persone che passeggiano, giocano con i bambini, corrono a piedi o in bicicletta.

In questi ultimi anni, tra gli abitanti di Palazzolo è sorto un nuovo gruppo a difesa del luogo: “ l’Associazione Amici di viale Bagatti”.

I volontari di questa Associazione hanno la finalità di tenere “accesi i riflettori” sul viale per impedire il rischio, sempre in agguato, di degrado e di speculazioni edilizie.

Ogni anno i volontari organizzano una festa molto partecipata a cui aderiscono le Associazioni sportive e di volontariato di Paderno Dugnano che hanno così la possibilità di farsi conoscere dalla cittadinanza intera.

Durante la festa è possibile sedersi ai tavoli, ascoltare buona musica e cenare con ottime pietanze preparate dai volontari stessi.

Che dire di più?

Vedere adulti e bambini godere di questo spazio verde che tempo fa era una
discarica ………… è qualcosa che riempie il cuore di gioia!

Gabriella Alberti – volontaria padernese di Legambiente

Coronavirus – guanti, mascherine monouso e non solo.

L’emergenza Covid-19 ha provocato un aumento esponenziale nella produzione e nel consumo dei guanti e delle mascherine chirurgiche monouso in tutto il mondo. E parallelamente il Pianeta dovrà affrontare un problema complesso e potenzialmente devastante: il loro smaltimento.

In questi tempi di emergenza sanitaria, anche nella nostra città, ci arrivano segnalazioni di abbandono di guanti di plastica e mascherine monouso, nei parcheggi dei supermercati, talvolta strappati dai cestini da qualche folata di vento, spesso gettati lungo i marciapiedi e accumulati negli angoli delle vie cittadine.

“E non solo” riprendendo il titolo iniziale dell’articolo, è da notare, infatti, che nella nostra città si sta sviluppando un fenomeno alquanto bizzarro: l’aumento delle deiezioni canine (solide e liquide) abbandonate lungo le strade. La diffusione di questo fenomeno va forse ricercata nel timore, di venire contagiati da coronavirus attraverso gli escrementi dei propri animali? Che siano spariti dagli scaffali dei supermercati gli idonei sacchetti per la raccolta degli escrementi? Non è cosi, quindi l’ultima ipotesi plausibile, è forse quella per cui, nelle strade deserte o poco frequentate per la quarantena, lontano dagli occhi dei loro concittadini è più sbrigativo non raccogliere le feci e mettere anche la buona educazione in quarantena.

In previsione di una fase 2 con la riapertura di piccole e medie aziende, di alcuni uffici facciamo appello al senso civico e alla responsabilità dei cittadini ma soprattutto è importante far partire una campagna di informazione e sensibilizzazione seguendo le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) dove viene specificato come smaltire i presidi anti infezione quali mascherine e guanti.

Tali presidi sono tutti da conferire nella raccolta indifferenziata. E’ bene avvolgere questi rifiuti in due o tre sacchetti, per essere sicuri che niente fuoriesca, e chiuderli bene. Per chiudere il sacchetto è bene usare dei guanti monouso, che poi andranno in un altro sacchetto che andrà sempre nella raccolta indifferenziata. Ricordiamo che i dispositivi sanitari sono molto resistenti e potrebbero durare nell’ambiente decine di anni come accade per le buste di plastica più spesse o i flaconi di liquidi più resistenti.

Responsabilizzare e informare i cittadini per combattere maleducazione e inciviltà è fondamentale, soprattutto per evitare di ritrovarci in futuro, quando riprenderemo le nostre campagne ambientali, a dover liberare piazze strade e giardini da tanti guanti e mascherine oltre ai soliti rifiuti in plastica.

MENO RIFIUTI , L’IMPEGNO DI TUTTI CHE GUARDA AL FUTURO.

E’ il titolo della serata che, in concomitanza con la SERR 2019, abbiamo voluto organizzare per giovedì 21 novembre alle ore 21, nella sala consigliare del Comune di Paderno Dugnano.

incontro pubblico riduzioni rifiuti

La Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR), che quest’anno si terrà dal 16 al 24 novembre, nasce all’interno del Programma LIFE+ della Commissione Europea con l’obiettivo primario di sensibilizzare le istituzioni, i consumatori e tutti gli altri soggetti interessati,  circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti, messe in atto dall’Unione Europea, che gli Stati membri devono perseguire, anche alla luce delle disposizioni normative (direttiva quadro sui rifiuti, 2008/98/CE).

Si parlerà, quindi, delle 3R – Riduzione, Riutilizzo e Riciclo con esempi di buone pratiche già realizzate e replicabili.

Lo faremo con Tommaso Chiarella, Coordinatore per la Lombardia dell’Associazione Comuni Virtuosi d’Italia e assessore alla Partecipazione con delega alle Politiche Ambientali, Mobilità Sostenibile, Politiche Giovanili e Lavoro dal 2014 al 2019 nel comune di Cassina de Pecchi.

Alla serata interverrà anche Giovanni Giuranna, assessore ai Lavori Pubblici, Reti Idriche e Tecnologiche, Infrastrutture, Ambiente, Ecologia, Igiene Pubblica e Decoro Urbano del comune di Paderno Dugnano.

Invitiamo i cittadini a partecipare.

PREMIO VOLONTARIATO 2019: LEGAMBIENTE PREMIATA NELLA SEZIONE AMBIENTE

  • Prima edizione del Premio al volontariato 2019

Legambiente tra le quattro associazioni premiate ieri al Senato dalla Presidente Casellati

 Il presidente dell’associazione Stefano Ciafani: “Orgogliosi di ricevere questo premio per i nostri 100mila volontari impegnati in tutto il Paese”

Legambiente, insieme a Cometa, Avsi e Lega del Filo d’oro, è tra le quattro associazioni che sono state premiate ieri  al Senato dalla Presidente Elisabetta Casellati nell’ambito della prima edizione del Premio al volontariato 2019. L’associazione ambientalista è stata premiata nella sezione ambiente con la seguente motivazione: per l’impegno profuso nella sensibilizzazione alle tematiche ambientali attraverso attività di educazione, formazione e partecipazione attiva in progetti concreti e diffusi capillarmente sul territorio.

“Siamo orgogliosi e felici di ricevere oggi questo premio dal Presidente del Senato Elisabetta Casellati. L’Italia – dichiara Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente – non è solo il Belpaese dei beni culturali, delle bellezze paesaggistiche, del made in Italy dell’agroalimentare e dell’industria innovativa, ma anche il Belpaese che vede ogni giorno milioni di volontari impegnarsi in prima persona, spesso in silenzio ma con grande energia, passione e determinazione, per rendere più bello, pulito, accogliente e giusto il nostro Paese. Le associazioni e le Ong sono un patrimonio inestimabile che va curato e coccolato e non osteggiato e il premio che ha istituito il Senato della Repubblica va giustamente in questa direzione. Il volontariato ambientale è un ingrediente fondamentale per prendersi cura del territorio, rafforzando quel senso di comunità che è condizione indispensabile per sentirsene responsabili. È questo concetto – continua Ciafani – è uno dei motori della nostra associazione che da ben 39 anni è attiva su tutto il territorio con iniziative e campagne di cittadinanza attiva e volontariato ambientale, richiamando ogni anno volontari dal Nord al Sud della Penisola come dimostra il successo consolidato di campagne storiche come Puliamo il mondo o Spiagge e Fondali puliti o di progetti come VolontariXNatura, pensato per coinvolgere in modo attivo le nuove generazioni nella tutela dell’ambiente. Ma Legambiente è anche in prima linea nelle attività di citizen science, di informazione e sensibilizzazione sui temi ambientali, nel realizzare puntuali monitoraggi scientifici come accade con Goletta Verde, Goletta dei Laghi e il Treno Verde, ed ha squadre di protezione civile specializzate nella salvaguardia del patrimonio artistico con volontari che hanno contribuito a portare assistenza e solidarietà alla popolazione e sono intervenuti, oltre che nei luoghi colpiti dai terremoti del Molise e l’Aquila, anche in quelli feriti nel 2016 dal sisma del Centro Italia lavorando senza sosta per la messa in sicurezza dei beni culturali e sono stati ribattezzati ‘gli angeli dell’arte’. La nostra capacità di mobilitazione è solida, capillare, unica e preziosa ed è l’elemento che ha fatto crescere l’associazione, la sua credibilità e la sua base associativa grazie alla sua rete territoriale composta da regionali e circoli, e dedichiamo questo importante premio ai nostri 100mila volontari impegnati in tutto il Paese”.

“Oggi più che mai – conclude Ciafani – il volontariato ambientale insieme al coinvolgimento dei giovani, che con Greta Thunberg stanno chiedendo ai grandi della Terra azioni concrete per il clima, è un elemento indispensabile per far crescere e migliorare il Paese che deve ascoltare e coinvolgere sempre di più il mondo associativo del terzo settore e i tanti volontari che si rimboccano le maniche. Di questo tema parleremo anche al nostro XI Congresso nazionale, dal titolo Il tempo del Coraggio, in programma dal 22 al 24 novembre a Napoli, dove insieme a oltre 800 delegati ed ospiti esterni affronteremo e discuteremo  di cinque temi chiave: clima ed energia, partecipazione dei giovani, la lotta alle disuguaglianze e alle ecomafie, l’importanza dell’economia civile e circolare”.

Plastica, alberi e bellezza.

All’interno del Progetto D(I)RITTI AL FUTUROChora -associazione culturale milanese per la tutela e valorizzazione del paesaggio e dei beni culturali- ha il piacere di invitare i cittadini  ad una  serata all’insegna della cultura, dell’ambiente e della partecipazione

Il programma:

– ore 21: proiezione del documentario “PLASTIC RIVER“, vincitore di diversi festival tra cui Atlanta e Roma;

Plastic River è un documentario incentrato sull’impegno annuale di un ragazzo milanese, che a bordo del suo kayak risale i laghi e fiumi lombardi ripulendoli dai sempre più frequenti rifiuti di plastica.
L’ intento in questo viaggio è quello di valorizzare la bellezza dei luoghi presentandola in antitesi agli scorci di degrado che il problema plastica e il disimpegno ambientale hanno contribuito a creare, stimolando una presa di coscienza dello spettatore”.

 – ore 21.30: discussione con il regista Manuel Camia Filmaker, sul tema inquinamento da plastica nella Regione Lombardia e introduzione al nuovo progetto “MONTAGNE DI PLASTICA” insieme ai ricercatori dell’Università degli Studi di Milano.

– ore 22: Presentazione del libro “GUARDALI. IL MIO VIAGGIO TRA RADICI E CIELO,” ad opera del fotografo Gianni Biffi, nel quale i testi poetici di Chiara Lopresti accompagnano le immagini suggestive ma realissime, creando ritmo e armonia. A questo volume è legata la proposta di un concorso rivolto alle scuole del territorio.

Appuntamento 6/11 – Area Metropolis 2.0- Via Oslavia 8- Paderno Dugnano

Ingresso libero

ECOMAFIA 2019. LE STORIE E I NUMERI DELLA CRIMINALITÀ AMBIENTALE IN ITALIA

Ciclo illegale del cemento e dei rifiuti, filiera agroalimentare e racket degli animali. Ecco i settori prediletti dalla mano criminale.

Da Legambiente Nazionale:


4 LUGLIO 2019

Nel 2018 impennata dei reati nel ciclo del cemento e nell’agroalimentare.  In aumento anche quelli nel settore dei rifiuti e contro gli animali. Il business dell’ecomafia cresce ancora e raggiunge quota 16,6 miliardi di euro. 368 il numero dei clan censiti da Legambiente.

Campania in testa alla classifica regionale per numero di reati ambientali Napoli, Roma e Bari le province con il più alto numero di illeciti 100 le inchieste per corruzione rilevate dal 2018 allo scorso maggio in tutta Italia.

Buone notizie: si conferma la validità della legge sugli ecoreati. Nel 2018 usata per 1.108 volte e applicata in 88 casi di disastro ambientale. Archeomafie, recuperati oltre 43mila reperti archeologici.

 Legambiente: “Basta concentrarsi solo sulla presunta emergenza migranti: le vere minacce all’ambiente, alla salute e all’economia sana diventino priorità nell’agenda politica del Paese”.

Nella Penisola continua l’attacco di ecocriminali ed ecomafiosi nei confronti dell’ambiente: ciclo illegale del cemento e dei rifiuti, filiera agroalimentare e racket degli animali sono nel 2018 i settori prediletti dalla mano criminale che continua a fare super affari d’oro. A parlar chiaro sono anche quest’anno i dati di Ecomafia 2019. Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia raccolti da Legambiente nel suo report annuale dedicato alle illegalità ambientali. Nel 2018 cala, seppur di poco, il bilancio complessivo dei reati contro l’ambiente che passa dagli oltre 30mila illeciti registrati nel 2017 ai 28.137 reati (più di 3,2 ogni ora) accertati lo scorso anno, soprattutto a causa della netta flessione, fortunatamente, degli incendi boschivi (-67% nel 2018) e in parte alla riduzione dei furti di beni culturali (-6,3%). Diminuiscono inoltre le persone denunciate – 35.104 contro le oltre 39mila del 2017 – così come quelle arrestate, 252 contro i 538 del 2017, e i sequestri effettuati – 10mila contro gli 11.027 del 2017. L’aggressione alle risorse ambientali del Paese si traduce in un giro d’affari che nel 2018 ha fruttato all’ecomafia ben 16,6 miliardi di euro2,5 in più rispetto all’anno precedente e che vede tra i protagonisti ben 368 clan, censiti da Legambiente e attivi in tutta Italia. Videoclip Ecomafia 2019 

Sul fronte dei singoli illeciti ambientali, nel 2018 aumentano sia quelli legati al ciclo illegale dei rifiuti che si avvicinano alla soglia degli 8mila (quasi 22 al giorno) sia quelli del cemento selvaggio che nel 2018 registrano un’impennata toccando quota 6.578, con una crescita del +68% (contro i 3.908 reati del 2017). Un incremento che si spiega con una novità importante di questa edizione del rapporto Ecomafia: per la prima volta rientrano nel conteggio anche le infrazioni verbalizzate dal Comando carabinieri per la tutela del lavoro, in materia di sicurezza, abusivismo, caporalato nei cantieri e indebita percezione di erogazioni ai danni dello stato, guadagni ottenuti grazie a false attestazioni o missione di informazioni alla Pubblica amministrazione. Nel 2018 lievitano anche le illegalità nel settore agroalimentare, sono ben 44.795, quasi 123 al giorno, le infrazioni ai danni del Mady in Italy (contro le 37mila del 2017) e il fatturato illegale – solo considerando il valore dei prodotti sequestrati – tocca i 1,4 miliardi (con un aumento del 35,6% rispetto all’anno).

In leggera crescita anche i delitti contro gli animali e la fauna selvatica con 7291 reati – circa 20 al giorno – contro i 7mila del 2017. Come già detto, calano invece, grazie a condizioni meteoclimatiche sfavorevoli agli ecocriminali, gli incendi boschivi: un crollo da 6.550 del 2017 ai 2.034 del 2018. Da sottolineare che anche nel 2018 si conferma l’ottima performance della legge 68/2015 sugli ecoreati, che sin dall’inizio della sua entrata in vigore (giugno 2015) sta stando un contributo fondamentale nella lotta agli ecocriminali, con più di mille contestazioni solo nello scorso anno (come si dirà dopo) e un trend in costante crescita (+ 129%).

È quanto emerge in sintesi dal rapporto Ecomafia 2019Le storie e i numeri della criminalità ambientale in Italia, realizzato da Legambiente grazie anche alla collaborazione di molti soggetti – dalle Forze dell’ordine alle Capitanerie di porto, dalla Corte di Cassazione al Ministero della giustizia, da Ispra e Sistema nazionale protezione ambiente al Cresme, dalla Commissione Ecomafie all’Agenzia delle Dogane, solo per citarne alcuni. Il volume, edito da Edizioni Ambiente e realizzato con il sostegno di Cobat e Novamont, è stato presentato oggi a Roma alla presenza della vicepresidente del Senato Anna Rossomando, del ministro dell’ambiente Sergio Costa, del Procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero De Raho e di diversi esponenti del mondo istituzionale e politico.

“Con questa edizione del rapporto Ecomafia e le sue storie di illegalità ambientale – ha dichiarato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente – vogliamo dare il nostro contributo, fondato come sempre sui numeri e una rigorosa analisi della realtà, per riequilibrare il dibattito politico nazionale troppo orientato sulla presunta emergenza migranti e far sì che in cima all’agenda politica del nostro Paese torni ad esserci anche il tema della lotta all’ecomafie e alle illegalità. Un tema sul quale in questi mesi il Governo ha risposto facendo l’esatto contrario, approvando il condono edilizio per la ricostruzione post terremoto sull’isola di Ischia e nelle zone del cratere del Centro Italia, e il decreto Sblocca cantieri con cui ha allargato le maglie dei controlli necessari per contrastare infiltrazioni criminali e fenomeni di corruzione. Per fortuna – aggiunge Ciafani – si conferma la validità della legge 68 del 2015, che ha inserito i delitti ambientali nel Codice penale, con buona pace dei suoi detrattori che negli ultimi anni hanno perso voce e argomenti per denigrarla. Risultati che dovrebbero indurre a completare la riforma di civiltà inaugurata con la normativa sugli ecoreati: il nostro auspicio è che il Governo e il Parlamento invertano il prima possibile la rotta intrapresa e abbiano il coraggio di continuare il lavoro che nella scorsa legislatura ha visto approvare il maggior numero di norme ambientali di iniziativa parlamentare della storia repubblicana”.

La Legge 68/2015 sugli ecoreati: nella lotta alla criminalità ambientale, la legge sugli ecoreati continua ad avere un ruolo chiave, sia sul fronte repressivo sia su quello della prevenzione. Nel 2018 la legge è stata applicata dalle forze dell’ordine per 1.108 volte, più di tre al giorno, con una crescita pari a +129%. Come gli altri anni, la fattispecie dell’inquinamento ambientale è quella più applicata: 218 contestazioni, con una crescita del 55,7% rispetto all’anno precedente. Aumentano anche i casi di disastro ambientaleapplicato in 88 casi (più che triplicati rispetto all’anno precedente). Completano il quadro le 86contestazioni per il delitto di traffico organizzato di rifiuti, i 15 casi di traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, i 6 delitti colposi contro l’ambiente, i 6 di impedimento al controllo e i 2 di omessa bonifica.

 Illegalità ambientali: Tornado ai dati Ecomafia 2019, nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia), lo scorso anno si è concentrato quasi il 45% delle infrazioni, pari a 12.597. Anche quest’anno la Campania domina la classifica regionale delle illegalità ambientali con 3.862 illeciti (14,4% sul totale nazionale), seguita dalla Calabria (3.240) – che registra comunque il numero più alto di arresti, 35 –, la Puglia (2.854) e la Sicilia (2.641). La Toscana è, dopo il Lazio che ha registrato poco più di 2.000 reati, la seconda regione del Centro Italia per numero di reati (1.836), seguita dalla Lombardia, al settimo posto nazionale. La provincia con il numero più alto di illeciti si conferma Napoli (1.360), poi Roma (1.037), Bari (711), Palermo (671) e Avellino (667).

La Campania domina anche la classifica regionale delle illegalità nel ciclo del cemento con 1.169 infrazioni, davanti alla Calabria (789), Puglia (730), Lazio (514) e Sicilia (480). A livello provinciale, guidano la classifica Avellino e Napoli con rispettivamente 408 e 317 infrazioni accertate.

Il fenomeno dell’abusivismo edilizio, soprattutto al Sud, rimane una piaga per il Paese che nel 2018 è stato anche segnato dal vergognoso condono edilizio per Ischia. Anche in questa edizione di Ecomafia emerge che in Italia si continua a costruire abusivamente: secondo il Cresme, nel 2018 il tasso di abusivismo si aggira intorno al 16%, considerando sia le nuove costruzioni sia gli ampliamenti del patrimonio immobiliare esistente. Inoltre secondo i dati del report Abbatti l’abusi, dal 2004, anno successivo all’ultimo condono edilizio nazionale, al 2018, nel nostro paese è stato abbattuto solo il 19,6% degli immobili colpiti da un ordine di demolizione. Legambiente ricorda che il migliore deterrente contro i nuovi abusi sono le demolizioni.

Sul fronte del traffico illecito dei rifiuti, sono 459 le inchieste condotte e chiuse dalle forze dell’ordine dal febbraio 2002 al 31 maggio 2019 utilizzando il delitto di organizzazione di traffico illecito di rifiuti. Complessivamente sono state 90 le procure che si sono messe sulle tracce dei trafficanti, portando alla denuncia di 9.027 persone e all’arresto di 2.023, coinvolgendo 1.195 aziende e ben 46 stati esteri. Le tonnellate di rifiuti sequestrate sono state quasi 54 milioni. Tra le tipologie di rifiuti predilette dai trafficanti ci sono i fanghi industriali e i rifiuti speciali contenenti materiali metallici.

La corruzione resta lo strumento principe, il più efficace, per aggirare le regole concepite per tutelare l’ambiente e maturare profitti illeciti. Dal 1° giugno 2018 al 31 maggio 2019 sono ben 100 le inchieste censite da Legambiente e che hanno visto impegnate 36 procure, capaci di denunciare 597 persone e arrestarne 395, eseguendo 143 sequestri. Se nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso se ne sono contate 43, che fanno il 43% sul totale, è il Lazio la regione con il numero più alto di inchieste, 23, seguita da Sicilia (21), Lombardia (12), Campania (9) e Calabria (8). Sempre nel 2018 sono inoltre 23 le Amministrazioni comunali sciolte per mafia, mentre nei primi cinque mesi del 2019 sono state ben 8: Careri (Reggio Calabria; sciolto una prima volta nel 2012), Pachino (Siracusa), San Cataldo (Caltanissetta), Mistretta (Messina), Palizzi (Reggio Calabria), Stilo (Reggio Calabria), Arzano (Napoli; al terzo scioglimento, dopo quelli del 2008 e del 2015) e dell’Azienda sanitaria provinciale di Reggio Calabria.

Per quanto riguarda il settore delle archeomafie, lo scorso anno il racket legato alle opere d’arte e ai reperti archeologici ha avuto un andamento altalenante: cala per quanto riguarda i furti (-6,3%) rispetto all’anno precedente, ma il dato più importante è la contrazione dei sequestri effettuati (-77,8%) e quella degli oggetti recuperati (-41%). Considerevole il numero dei controlli, che sono stati 33.028, una media di oltre novanta al giorno. La regione più esposta all’aggressione dell’archeomafia è la Campania, con il 16,6% di opere d’arte rubate, mentre a svettare nel bilancio 2018 del “tesoro recuperato” ci sono i 43.021 reperti archeologici.

Altro fronte, è quello degli shopper illegali. Nell’ultimo anno e mezzo (2018 e primi cinque mesi del 2019), l’Agenzia delle dogane dei monopoli, in collaborazione con Guardia di finanza e Carabinieri, ha lavorato con campagne mirate per fermare i flussi illegali. Il risultato complessivo è stato: 6,4 milioni di borse di plastica illegali sequestrate al porto di La Spezia; 15 tonnellate di borse di plastica illegali sequestrate al porto di Palermo; 18 tonnellate di borse di plastica illegali sequestrate al porto di Trieste, solo per citare qualche numero.

Novità di questa edizione è, infine, uno specifico capitolo dedicato al mercato nero dei gas refrigeranti HFC, gas introdotti dal protocollo di Montreal in sostituzione di quelli messi al bando perché lesivi dello strato di ozono (ODS). Come emerge dall’analisi dell’EIA (Environmental Investigation Agency) e dal lavoro degli inquirenti dei paesi membri, una bella fetta di questo mercato internazionale (regolato da un complesso sistema di quote assegnate alle aziende produttrici) è completamente in nero, dove figura anche l’Italia

Le proposte: Nella lotta alle ecomafie e agli ecocriminali, per Legambiente è fondamentale mettere in campo una grande operazione di formazione per tutti gli operatori del settore (magistrati, forze di polizia e Capitanerie di porto, ufficiali di polizia giudiziaria e tecnici delle Arpa, polizie municipali ecc.) sulla legge 68/2018. Tra le altre principali proposte avanzate oggi, l’associazione chiede che venga semplificato l’iter di abbattimento delle costruzioni abusive avocando la responsabilità delle procedure ai prefetti; che vengano riconosciuti diritti propri anche agli animali inserendo la loro tutela in Costituzione e approvato il disegno di legge sui delitti contro fauna e flora protette inserendo – all’interno del Titolo VI bis del Codice penale – un nuovo articolo che preveda sanzioni veramente efficaci per tutti coloro che si macchiano di tali crimini. Per aumentare il livello qualitativo dei controlli pubblici serve approvare i decreti attuativi della legge che ha istituito il Sistema nazionale a rete per la protezione ambientale. Sul fronte agroalimentare, l’associazione chiede che venga ripresa la proposta di disegno di legge del 2015 sulla tutela dei prodotti alimentari per introdurre una serie di nuovi reati che vanno dal “disastro sanitario” all’“omesso ritiro di sostanze alimentari pericolose” dal mercato. Inoltre chiede che l’accesso alla giustizia da parte delle associazioni dovrebbe essere gratuito e davvero accessibile. Altrimenti rimane un lusso solo per chi se lo può permettere, e tra costoro non ci sono sicuramente le associazioni e i gruppi di cittadini. Infine Legambiente auspica che il Parlamento istituisca al più presto la Commissione d’inchiesta sulla vicenda dell’uccisione della giornalista Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin.

Info su: http://noecomafia.it/

Video Ecomafia 2019:

https://www.dropbox.com/s/9cjtd2waihgd7g9/ecomafie_v07_MUSICA_LOGHI.mp4?dl=0

L’ufficio stampa di Legambiente: 349.6546593–347.4126421–339.3945428–0686268353-99