Sono un prezioso ALLEATO dell’UOMO e dell’ECOSISTEMA tutto, fondamentali per la SOPRAVVIVENZA di numerose SPECIE VEGETALI e ANIMALI…
SALVAGUARDANO la BIODIVERSITA’
Ora questi preziosi insetti IMPOLLINATORI, sono minacciati dall’uso di PESTICIDI, dalla scomparsa del loro HABITAT NATURALE e dai CAMBIAMENTI CLIMATICI.
Vari movimenti e varie Associazioni anche a livello mondiale ( Greenpeace, WWF…) stanno invitando TUTTI a creare delle “AREE SALVA-API” dove esse insieme ad altri INSETTI IMPOLLINATORI possano trovare RIFUGIO e POLLINE per NUTRIRSI.
Seminando i cosiddetti FIORI AMICI delle API nel giardino, nell’orto, sul balcone, in un parco, in aiuole o spazi incolti e/o abbandonati, senza usare pesticidi chimici, si dà così una grande mano d’aiuto agli insetti messi a rischio dai pesticidi.
Fiori Amici delle Api
“Noi facciamo parte della BIODIVERSITA’ terrestre e abbiamo la responsabilità di difenderla ma anche la grande opportunità di conservare questa ricchezza che è condizione indispensabile del nostro BENESSERE e della NOSTRA SALUTE.
C’è una stretta connessione tra la SALUTE del PIANETA e la SALUTE degli UMANI; tutelare la BIODIVERSITA’ significa aver rispetto della prosperità degli altri ESSERI VIVENTI”
Anche quest’anno Legambiente Circolo Grugnotorto Paderno Dugnano aderisce alla campagna “PULIAMO IL MONDO 2020”
Nelle domeniche 27 settembre e 4 ottobre, dalle 14,30, presso il Centro Sportivo Toti in via Serra a Paderno Dugnano.
L’obiettivo è quello di ripulire il parco e porre l’attenzione sul problema dell’abbandono dei rifiuti e delle conseguenze sulla nostra citta.
L’invito alla partecipazione è rivolto a tutti i cittadini con la convinzione che ognuno di noi può fare qualcosa per rendere più bello e accogliente il nostro territorio.
Diciamo basta all’abbandono di rifiuti nell’ambiente. RISPETTIAMO IL TERRITORIO, SE VOGLIAMO SI PUO’ FARE
Alla manifestazione, che ha il patrocinio del Comune di Paderno Dugnano, collaborano anche le associazioni:
Chora, Circolo Eco-Culturale LA MERIDIANA, DUEPUNTIACAPO, Friday For Future-Milano, Impegnamoci Per Pulire Paderno Dugnano, La Fabbrica, Lumen
Sotto il profilo sanitario durante le manifestazioni verranno adottate le necessarie misure di sicurezza per il contenimento del rischio da contagio da Sars-Cov-2
Non sono bastati i richiami e gli inviti alla precisione e serietà rivolti agli esponenti (in generale) del centro destra e all’ex Facente funzione Bogani in particolare, a seguito delle affermazioni fatte nel corso del precedente Consiglio Comunale. Il Circolo Legambiente di Paderno resta sempre nel mirino. E’ avvenuto ancora nel Consiglio Comunale del 15/9. Questa volta il pretesto è stata la metrotramvia Milano-Limbiate.
A partire dal minuto 1:27:30 di questo video gli interventi che ci riguardano. Iniziamo con l’ex Ff che si spinge a fare dichiarazioni ridicole, ancora una volta prive di contenuto e incomprensibili. Parole a vanvera. L’ex Ff non si spiega come mai, avendo il nostro Circolo Legambiente presentato ufficialmente, durante il suo mandato osservazioni critiche e richieste di assoggettabilità alla VAS , con riferimento al consumo di suolo su diversi temi, non abbia fatto la stessa cosa nel caso della Metrotramvia Milano -Limbiate e soprattutto perché il nostro Circolo abbia fatto questa scelta mentre Il Circolo Legambiente di Cormano ha avanzato ( ha dichiarato) richiesta di assoggettabilità alla V.A.S., sottintendo così ,neppure tanto velatamente, il nostro asservimento alle forze politiche che governano attualmente la città.
Per aiutare a capire citiamo alcuni esempi di osservazioni o richieste presentate in passato:
-osservazioni sul Piano cave il 23/7/2019: consumo di suolo per la concessione di aree destinate all’estrazione.
– osservazioni (e fatto anche altro) sulla variante RE3: consumo di suolo e edificazione di palazzine in un’area verde.
– Richiesta del 26/6/2019 di V.A.S. e di Valutazione di incidenza ambientale ( V.Inc.A.) su PR1: edificazione di capannone industriale. Consumo di suolo e difesa del varco 16(A) della rete ecologica, con riferimento anche all’allora previsto centro commerciale di Bollate.
-Osservazioni sull’ampliamento del distributore Q8 a Palazzolo. Consumo di suolo e penalizzazione dell’Oasi dei Gelsi , all’interno del Parco del Grugnotorto, oggi Gru.Bria
Chiediamo all’ex Ff e ai suoi compagni di banco quale relazione ci sia tra il consumo di suolo del Piano cave, della RE3, del PR1, del Q8 e il consumo di suolo che comporta la riqualificazione della Metrotramvia nel territorio di Paderno Dugnano quantificato in circa 4500 mq.. Se relazione c’è, è solo strumentale ed è evidente a tutti coloro disposti a documentarsi. L’importanza che ha la realizzazione della Metrotramvia con le sue ricadute positive sulla mobilità e sulla riduzione dell’inquinamento , rende ridicolo il confronto con le situazioni sopra citate e spiega anche la nostra posizione. Che è la stessa del Circolo Legambiente di Cormano, che ha avanzato si una richiesta di V.A.S. , ma riferita ad un problema specifico di viabilità locale (Via Torino e dintorni ) che interessa i comuni di Cormano e Novate. Nulla a che vedere con il consumo di suolo cavalcato dall’ex Ff.
Francamente non ci spieghiamo, ancora un volta, la leggerezza e il pressapochismo con cui , in un ambiente istituzionale importante come il Consiglio Comunale, esponenti politici teoricamente di rilievo, si lascino andare a dichiarazioni prive di fondamento e tendenziose. Quando poi si vuole sottolineare, sempre strumentalmente , il presunto comportamento diverso dei Circoli Legambiente di Cormano e Paderno come fa il consigliere Boatto, in un penoso tentativo di gag personale, si raggiunge il grottesco. Quale affidamento di può dare a chi (stra)parla in Consiglio Comunale senza essere informato minimamente di come stiano realmente le cose?
Crediamo che sia infantile se non vigliacco tirare in ballo in Consiglio Comunale, con affermazioni tendenziose, soggetti che non hanno possibilità di alcuna replica. E’ troppo comodo far suonare la propria campana stonata senza permettere di sentire la campana buona.
Era il 14 luglio del 2014. Dopo 3 giorni, schierati a difendere la collinetta della Rho Monza fronteggiando la polizia, la capitolazione. Serravalle ne prende possesso e subito dopo procede con il taglio dei circa 800 alberi che su di essa stavano crescendo da alcuni anni. I pomodori, appena acquistati all’Unes per una insalata estiva, lanciati disperatamente e inutilmente contro il capo cantiere che dirigeva in quel momento l’operazione.
Impossibile guardare fino in fondo il video circolato ieri, che mostra freddamente il braccio meccanico di una gru che strappa dal terreno, uno per uno, depositandoli poi a terra, uno sull’altro, gli alberi del Parco Nord, per far posto alla vasca di laminazione per il Seveso. Troppa la sofferenza. La stessa del luglio 2014.
Non dovrebbe essere consentito distruggere con tanta facilità un bene così importante, un bosco di 30 anni che regala bellezza e salute ai cittadini e che al suo interno lentamente, negli anni, ha consentito e favorito lo sviluppo di un prezioso ecosistema naturale.
La distruzione di 4 ettari di bosco è una perdita irreversibile. Poco convincente e per niente attraente parlare di compensazioni, di aree degradate recuperate e annesse al parco. Potevano esserlo, a prescindere. Vien da sorridere, amaramente, riascoltando le dichiarazioni dell’assessore Maran e del sindaco Sala a proposito del progetto tanto sbandierato chiamato “Forestami,” gestito dal Comune di Milano, lo stesso che oggi, in prima linea “Deforesta”.
Nè vale, ormai lo abbiamo chiaro, la ragion di stato che vuole questo “sacrificio” per salvare Milano dalle esondazioni del Seveso. Non è vero. Non è con la vasca del Parco Nord che Milano si salva. Occorreva essere più lungimiranti e anziché utilizzare il tempo enorme trascorso inutilmente a vagheggiare le vasche, immaginare e realizzare una progettualità più moderna e sostenibile dal punto di vista ambientale. Un’ipotesi concreta e ancora possibile che il costituendo Comitato di Coordinamento Torrente Seveso (di cui il nostro Circolo fa parte), ha sviluppato in modo articolato e preciso in un documento che è già stato inviato ai sindaci dei comuni dell’asta del Seveso da Lentate a Milano. Documento che renderemo noto a breve, non appena avremo individuato e realizzato modalità agili di comunicazione dello stesso.
Lo studio commissionato dal Parco Nord, che prende in esame l’avifauna che nidifica nel bosco, eventuali specie rare e protette e i nuclei boschivi presenti, minimizzandone in qualche modo la valenza, è un tentativo di giustificare, seppur parzialmente, l’operazione. Ma non convince perché, ancora una volta, anziché giustificare bisognava non fare, cioè non distruggere.
Nel corso del presidio di ieri al Parco Nord sono state chieste le dimissioni del Presidente e del Direttore del Parco per non essersi opposti allo scempio attuato. Vogliamo precisare che, fatte salve le perplessità appena espresse, non è la nostra posizione e non è una posizione che sia stata condivisa dal CCTS. Andrebbero interrogati, a nostro avviso, i sindaci dei comuni che compongono il Consorzio chiamato a gestire il Parco Nord e cioè Milano, Sesto S. Giovanni, Bresso, Cusano, Cormano, Cinisello e anche il consigliere delegato all’Ambiente di Città Metropolitana.
Difficile dire a quali sviluppi assisteremo nei prossimi giorni. L’operazione al Parco Nord appare una accelerazione improvvisa e ingiustificata, oltre che inutile. Una dimostrazione di forza? Ragioni elettorali?
Manterremo accesi i riflettori sulla vicenda e continueremo a lavorare al difficile compito di convincere gli enti istituzionali responsabili, con l’aiuto ci auguriamo dei sindaci, a prendere in esame soluzioni alternative alle vasche. E’ possibile e con l’impegno di tutti si può ancora fare.
La vasca nel Parco è un delitto contro la verità, contro il Parco e l’Ambiente, la salute e la sicurezza Le quattro bugie più sfacciate delle Autorità:
• La vasca è un “ameno laghetto”. Un buco grande quanto quattro campi di calcio, profondo 10 metri, le sponde scoscese (66% di pendenza), anche quando non raccoglie le acque inquinate e sporche del Seveso inclusa le acque di fognatura. Col suo metro di acqua stagnante al fondo e nove metri di vuoto, è una offesa al paesaggio, al buon senso, alla sicurezza e, in generale, alla bellezza del Parco Nord.
• La vasca è l’unica soluzione possibile. Le vasche di laminazione sono dal punto di vista idraulico, urbani stico, sociale e culturale, un salto all’indietro, una soluzione arretrata e primitiva quanto può essere oggi una cloaca a cielo aperto. La legge regionale n. 4/2016 non la prevede, ma afferma, per la prevenzione del rischio idraulico e delle siccità, il principio e il metodo della Invarianza Idraulica. Il principio a cui si ispira è quello del risparmio idrico, della separazione, riciclo e riuso dell’acqua meteorica; è quello della “città spugna” che trattiene le acque bianche, limita le superfici impermeabili, de-cementifica, costruisce le vasche volano per la raccolta di acque pulite, serbatoi e cisterne diffuse lungo il fiume e negli abitati.
• Il Piano. Il Piano iniziale non esiste più: delle quattro vasche di laminazione previste, quella più grande, nell’area della ex-Snia di Varedo che avrebbe stoccato circa la metà del volume, è stata messa su un binario morto. Infatti la fabbrica chimica per decenni ha accumulato veleni e scorie di produzione la cui bonifica richiede tempi lunghi e gli investimenti della bonifica non sono previsti da nessuna parte. Quando si dice che la vasca nel Parco sarebbe riempita solo sei volte all’anno, si afferma una cosa non vera, nei volumi anzi illogica. Il Piano dimezzato dei volumi di stoccaggio compromette l’esito dell’intera operazione: non assicura che saranno evitati in futuro nuove esondazioni e allagamenti!
• Non è vero che chiediamo tutto e subito. Siamo stati additati come i responsabili dei ritardi: questo è falso. Abbiamo semplicemente fatto circolare, nel rispetto di ogni norma, le nostre idee; abbiamo fatto ricorso al Tribunale delle Acque per impedire lo scempio del territorio e l’attacco alla salute. Ma, come si sà, i ricorsi non bloccano niente: solo le sentenze possono bloccare, e, finora, di sentenze non ce ne sono state. Abbiamo fatto proposte costruttive, cercando, in modo pragmatico, di conciliare le giuste richieste dei cittadini e i piani delle amministrazioni, le nuove idee con le vecchie pratiche: non siamo stati ascoltati, non siamo stati riconosciuti come interlocutori.
Noi chiediamo che:
• Sia approvato un Piano per l’Invarianza Idraulica. Il passaggio dalle vasche di laminazione all’Invarianza Idraulica non si può compiere in un solo atto: deve essere studiato e costruito su una solida base tecnica, con una precisa volontà politica. Devono essere definiti i modi e tempi, i passaggi e tappe, risorse economiche un piano di defiscalizzazione che permetta al privato di affrontare i costi di raccolta e stoccaggio delle acque meteoriche.
• Che il Seveso sia ripulito. Un fiume da decenni abbandonato, avvelenato e sconciato, sia finalmente restituito alla sua condizione naturale e alla sua bellezza. Non si incominci a costruire le vasche prima che siano stati riportati alla legalità gli scarichi abusivi ancora in via di censimento e attribuzione. Il sogno del Parco Fluviale del Seveso può diventare, seppure per tappe e secondo un preciso disegno, una realtà di rinascita ecologica per tutta la Città Metropolitana ed i Comuni a nord est della città.
Proponiamo quindi un confronto e una condivisione sulla base di una precisa proposta:
• Sia realizzata la vasca di Lentate. Se una vasca deve essere proprio fatta, ebbene allora si proceda con quella di Lentate. E’ la più a monte, perciò la meno inquinata, si trova in un territorio meno congestionato, la sua realizzazione non ha riscontrato l’opposizione né della Amministrazione comunale né da parte della cittadinanza.
• Si completi il raddoppio del canale scolmatore di Nord Ovest, un progetto per addurre le acque di piena del Seveso al Ticino. In parte già realizzato ma poi (giustamente!) bloccato, per via delle acque del Seveso, troppo sporche ed inquinate per essere immesse nel “Fiume Azzurro”. Questa opera di raddoppio renderebbe del tutto inutile la costruzione delle vasche di Senago con la fine dell’annoso contrasto tra i cittadini e l’Amministrazione Comunale. Della idraulica tradizionale, quella dei canali e delle aree golenali è certamente la tecnica più efficiente.
• Si eviti la vasca di laminazione nel Parco Nord. Questa vasca, con i suoi 250,000 mc, è la più piccola di tutte, ma comporta la distruzione di un bosco con migliaia di alberi adulti e la cementificazione di 4 ettari di parco. Essa verrebbe realizzata, a poche decine di metri, dal più popoloso quartiere di Bresso e da diverse strutture sensibili, quali due scuole e un asilo nido. Per evidenti buone ragioni questa vasca, che rappresenta solo un quinto dell’intero volume di Piano, può essere facilmente sostituita con l’applicazione della Invarianza Idraulica diffusa: 250 mila m3 di acqua piovana, da raccogliere in tempi e costi raffrontabili a quelli della costruzione della vasca di laminazione, nel territorio da Paderno a Milano, possono essere un obiettivo realistico, comprovato dalle realizzazioni di CAP e BrianzAcque.
Il Corona virus è servito a focalizzarci sulla necessità di rispettare l’ambiente e di mettere al primo posto la sicurezza e la salute pubblica e dei cittadini. Tracce di virus, o almeno del suo RNA, sono state rinvenute nei reflui fognari di Milano. Questo non vuol dire necessariamente che le fogne siano state il veicolo della diffusione dell’epidemia. Come precisa l’Istituto Superiore di Sanità, non significa che questo rischio sia del tutto impensabile. In ogni caso, in una situazione così drammatica, in uno dei luoghi al mondo più colpiti dal virus, e di fronte alle incertezze e dubbi che la stessa scienza vive ed ammette.
• invocare il principio di “precauzione e di responsabilità” è così illogico?
• chiedere di non precipitare i tempi, di avere maggiori attenzioni e più rispetto per le preoccupazioni e le ansie dei cittadini, è tanto strano?
• perché questa fretta? Agosto, nel nostro Paese, spesso è stato sinonimo di movimenti strani, di colpi di mano e di varie furfanterie. In questo agosto però, nessuno è distratto e con la testa in vacanza! Ci sono troppi problemi e tante ansie: perché non proviamo ad evitarne qualcuno? Ci sono troppi problemi e tante ansie: perché non proviamo ad evitarne qualcuno?
Qualche giorno fa hanno cominciato a recintare l’area boschiva del Parco Nord tra Bruzzano, Niguarda e Bresso dove sorgerà il cantiere della vasca di laminazione per contenere le esondazioni del torrente Seveso.
Da molti anni cittadine e cittadini, comitati e associazioni denunciano come le vasche di laminazione non siano la soluzione adeguata e propongono concrete e praticabili alternative che comprendono: chiusura degli oltre 1400 scarichi abusivi e pulizia delle acque con conseguente potenziamento del canale scolmatore verso il Ticino, deimpermeabilizzazione delle sponde del del torrente e utilizzo di aree golenali per lo scarico di acque in eccesso. Con i cambiamenti climatici i fenomeni metereologici si fanno sempre più intensi e, proprio per questo motivo, serve una netta inversione di tendenza delle politiche ambientali condotte fino ad ora.
Bisogna aumentare il numero di piante ad alto fusto e ridurre le superfici cementificate; per questo motivo non possiamo tollerare il disboscamento di 4 ettari di Parco Nord per far spazio a un progetto obsoleto e molto costoso. Vogliamo tutelare l’ambiente, contribuire a mitigare il cambiamento climatico e tutelare la salute dei cittadini messa a repentaglio dalla qualità delle acque di uno dei corsi d’acqua più inquinati d’Europa.
Per la difesa del suolo e del Parco ti aspettiamo GIOVEDI 30 luglio dalle 18,00 all’incrocio tra via Ornato, via Aldo Moro e via Del Regno Italico con cartelli e manifesti per una protesta determinata e colorata”.
Poi alle 18.15 ci si sposterà nel parco ai piedi della passerella (futura area di cantiere) con residenti caseggiati e bimbi scuole coinvolte.
Durante l’anno scolastico 2019-20 il Circolo Grugnotorto della Legambiente di Paderno Dugnano ha partecipato attivamente al Piano per il Diritto allo studio con due attività gratuite rivolte alle scuole primarie e secondarie di primo grado del territorio:
Il mondo segreto delle api (per le scuole primarie)
Incontriamo il nostro “fiume”: il Seveso (per le scuole secondarie di primo grado)
6.1.6 IL MONDO SEGRETO DELLE API
Destinatari: SCUOLA PRIMARIA – 16 classi IV
Calendario: ogni venerdì mattina dalle ore 10.30 alle ore 12.00 – 12.30 a partire da gennaio 2020 (dopo le vacanze di Natale) fino a maggio 2020.
Durata di ogni incontro: 90 minuti
Docenti: volontari del Circolo “Grugnotorto” della Legambiente di Paderno Dugnano (Bergna Giuseppe e Spinello Francesco).
INTRODUZIONE
Sappiamo che il pianeta Terra soffre dell’inquinamento provocato dall’uomo. Gli insetti, in particolare, subiscono un continuo attacco derivante dal massiccio uso di insetticidi in agricoltura che non possono distinguere le specie utili da quelle “nocive”.
Le api sono insetti impollinatori che, a causa delle sostanze velenose immesse nell’ambiente dall’uomo, stanno accusando gravi difficoltà di sopravvivenza. La scomparsa, o anche solo la diminuzione, degli insetti impollinatori avrebbe conseguenze catastrofiche, perché impedirebbe la riproduzione di frutta e verdura. E’ quindi indispensabile conoscere l’importanza di questi animali.
LE ATTIVITA’
Durante ogni incontro, partendo dalla visione di una animazione sulla società delle api, sono state affrontate tematiche afferenti l’entomologia (caratteristiche degli insetti e, in particolare, degli imenotteri a cui appartengono le api) e il lavoro di apicoltore, con dimostrazioni pratiche realizzate grazie all’utilizzo di strumenti e attività interattive. Alle classi partecipanti è stato fornito del materiale didattico e proposte attività per approfondimenti successivi in aula.
Per arricchire ulteriormente la proposta formativa è stata sottoscritta una convenzione tra l’Istituto S. Allende e Il Circolo Grugnotorto Legambiente per disciplinare l’uso dello spazio esterno della scuola (area apiari esistente), al fine di implementare le arnie già presenti 3 nuove + 2 già presenti, con la preziosa collaborazione di Apicoltura Elimar , i cui titolari, soci del Circolo Legambiente, hanno già collocato, per lo svolgimento dell’attività aziendale, dei propri apiari su terreni padernesi del Parco del Grugnotorto.
Clicca sull’immagine per scoprire di piú
Attività:
visione documentario di animazione sulle api (durata: circa 40 minuti);
introduzione sull’ entomologia generale (caratteristiche degli insetti e, in particolare, degli imenotteri a cui appartengono le api);
cenni sull’attività dell’entomologo padernese Paolo Magretti;
presentazione sulla società delle api e il lavoro di apicoltore.
Al termine è stato proposto alla classe un lavoro/attività da continuare autonomamente a scuola.
Costi:
L’unico costo previsto è relativo a fotocopie e stampe del materiale didattico per gli alunni.
Classi aderenti: 16 (Scuole Primarie del territorio).
Classi in cui sono state realizzate le attività: 2 (Scuola Primaria Don Milani di Calderara) su 16 previste, a causa dell’interruzione dovuta all’emergenza sanitaria da Covid-19.
Le arnie posizionate nella Scuola Secondaria di Primo Grado “S. Allende” di Paderno Dugnano (MI)
6.1.7 INCONTRIAMO IL NOSTRO “FIUME”: IL SEVESO
Destinatari: SCUOLA SECONDARIA 1 Gr. – 5 classi prime
Calendario: ogni venerdì pomeriggio dalle ore 14.00 alle ore 16.00 a partire da gennaio 2020 (dopo le vacanze di Natale) fino a marzo 2020.
Durata di ogni incontro: 90 minuti
Docenti: volontari del Circolo “Grugnotorto” della Legambiente di Paderno Dugnano (Spinello Francesco).
INTRODUZIONE
Il Seveso è un corso d’acqua a carattere torrentizio, a causa del suo andamento stagionale alternato a piene e secche. Storicamente il Seveso ha avuto ruolo di confine di antichi comuni, ostacolo per le popolazioni, ma anche luogo di pesca e balneazione. Dal 10 luglio 1976, in seguito all’incidente scoppiato alla ditta Icmesa di Seveso, il torrente che attraversa Paderno Dugnano è diventato il simbolo dell’inquinamento da diossine. Oggi, dopo tanti anni, le acque del Seveso ospitano pesci, anatre e aironi.
Per conoscere meglio questo torrente, il Circolo “Grugnotorto” della Legambiente di Paderno Dugnano ha proposto in via sperimentale alle Scuole del territorio padernese di indagare sulla qualità delle sue acque, attraverso una semplice analisi di laboratorio.
LE ATTIVITA’
Il progetto prevede due incontri per classe, della durata di circa due ore, in orario pomeridiano, per un massimo di 5 classi (una per ogni Istituto). Il primo incontro viene realizzato sul campo, ovvero sulle rive del Seveso, ed effettuato nel punto di accesso più vicino alla propria sede scolastica, per effettuare l‘inquadramento storico e geografico del torrente (idrogeologia) e realizzare il prelievo di campioni di acqua. Con il secondo incontro, che si svolge in classe o nel laboratorio di scienze della scuola, viene fornita la strumentazione necessaria per procedere con l’analisi delle acque del Seveso e dell’acquedotto pubblico, per effettuare un confronto dei risultati relativamente ai seguenti parametri: pH, durezza carbonatica (kH), durezza totale (gH), nitriti (no2), nitrati (no3) e cloro, mediante l’uso degli Sticks a strisce.
Attività:
Prima lezione: uscita al torrente Seveso per il prelievo dei campioni di acqua.
Seconda lezione: analisi della qualità delle acque del Seveso e dell’acquedotto pubblico.
Al termine del secondo incontro viene proposto alla classe un lavoro/attività da continuare autonomamente a scuola. Alle classi partecipanti viene fornito del materiale per gli approfondimenti in classe.
Costi:
L’unico costo previsto è relativo all’acquisto degli sticks per le analisi delle acque.
Classi aderenti: 3 (Scuole T. Croci e S. Allende).
Classi in cui sono state realizzate le attività: 1 (Classe Laboratorio ambientale della Scuola Sec. Pr. Gr. “T. Croci” di Calderara) su 3 previste, a causa dell’interruzione dovuta all’emergenza sanitaria da Covid-19.
L’opposizione alla realizzazione della variante RE3 continua.
Un gruppo di cittadini, a prescindere dalle scelte politiche che saranno effettuate, in considerazione dei tempi strettissimi per farlo, ha deciso di non rinunciare all’opzione di proseguire il percorso giudiziario, dando incarico ai propri avvocati di presentare un nuovo ricorso, questa volta al Consiglio di Stato. La sentenza del T.A.R. non ha intaccato minimamente la convinzione che la scelta operata dalla passata Amministrazione Comunale non sia accettabile dalla città e che non rappresenti assolutamente il suo interesse pubblico, come sbandierato ai quattro venti dagli esponenti del centro-destra padernese.
Senza ricostruire di nuovo nei dettagli tutta la vicenda, si vogliono qui richiamare alcuni punti, molto chiari, che stanno alla base della decisione di proseguire nell’azione giudiziaria, nella convinzione che la sentenza del T.A.R non ha colto la vera essenza del problema, limitandosi ad una mera indagine sulla regolarità degli atti amministrativi, in presenza di leggi regionali in materia dalla interpretazione elastica.
Eccoli questi punti:
Una precisa scelta politica (sbagliata) del centro destra ha aumentato nel 2013 la volumetria di 5 volte nell’area di via Camposanto, nella quale non c’erano le condizioni oggettive per farlo, per la presenza del rischio esondazione del torrente e per la destinazione dell’area a Parco Urbano del Seveso.
Trasferire i diritti edificatori nell’area verde di via Dalla Chiesa è stata un’altra scelta politica sbagliata perché le aree verdi rimaste vanno preservate intatte, con cura e attenzione.
L’area verde di via Dalla Chiesa non è, come alcuni esponenti del solito centro destra continuano ad affermare ancora oggi, un’area incolta. E’ stata volutamente trascurata proprio per dare l’assist al tribunale del T.A.R. di affermare che non c’era evidente interesse alla sua conservazione e quindi rendere possibile il suo utilizzo a fini edificatori. A questo link proponiamo alcune immagini della cosiddetta “area incolta”.
L’area di via Dalla Chiesa è, invitiamo tutti a verificarlo, una sorta di oasi naturale silenziosa che va curata e lasciata sostanzialmente com’è. Gli interventi di riqualifica vanno invece effettuati nell’adiacente parco di via Gorizia, che ne rappresenta la naturale continuità e che è stato letteralmente abbandonato al degrado dalla vecchia amministrazione.
L’obiettivo dei 2 parchi, che i rappresentanti della passata Amministrazione politica non perdono occasione di ricordare, è anche l’obiettivo prioritario degli oppositori alla variante, con la “leggera” differenza che dentro i parchi le palazzine previste in via Dalla Chiesa non ci saranno.
E quindi, infine, dove sarebbe il famoso interesse pubblico che la variante Re3, se realizzata, garantirebbe alla città? O è invece un interesse privato? Quale interesse pubblico c’è nel costruire altri 60 appartamenti in una città in cui la domanda abitativa non c’è e che ha visto il fallimento di altre iniziative edificatorie (vedi per es. la ex Lares)? Quale interesse pubblico c’è a sacrificare un’area verde preziosa? Continuare a sostenerlo, quando al suo interno vengono costruite 3 palazzine con annesso parcheggio e strada di collegamento, NON è da persone responsabili e credibili. Quale interesse pubblico c’è nel consumare ancora una porzione di suolo preziosissimo?
Ecco, è su queste motivazioni, come è stato detto, che si fondano le ragioni per andare avanti. L’azione dei firmatari del ricorso è sostenuta dal Coordinamento RE3, come avvenuto nel ricorso al T.A.R..
Anche in questa circostanza il Circolo Grugnotorto Legambiente si offre come supporto e collettore dei contributi economici necessari per sostenere l’azione legale. Sarà possibile effettuare donazioni con bonifico bancario utilizzando il codice iban IT88 G030 6909 6061 0000 0159 724 c/o Banca Intesa San Paolo, oppure con la modalità PayPal.
Le specifiche tecniche per lo svolgimento del servizio di manutenzione del verde pubblico del Comune di Paderno, definiscono aree incolte gli spazi più o meno ampi di proprietà comunale con destinazione d’uso in attesa di definizione.
Ecco, la mancata destinazione d’uso unita all’incuria, cioè una carenza amministrativa di chi ha governato la città dal 2009 al 2019 ha, in sintesi, fatto ritenere al T.A.R. che non c’era interesse alla sua conservazione e quindi rendere possibile edificare al suo interno.
Stiamo parlando dell’area verde di via Dalla Chiesa che era definita dal PGT vigente una VPE, cioè un’area verde della rete ecologica, una cosa importantissima per i cittadini di Paderno Dugnano. Un’area al cui interno, la vecchia Amministrazione di centro-destra, con la variante RE3, ha consentito l’edificazione di 3 palazzine. Decisione osteggiata da cittadini, associazioni e forze politiche, oggi di maggioranza,
Forse, anzi quasi certamente, è un’area che non è conosciuta da molti padernesi e che presenta aspetti naturalistici davvero notevoli. Basterebbe una rapidissima incursione a piedi o in bicicletta per rendersi conto dell’importanza di questo ritaglio di natura. Un ambiente che sostanzialmente andrebbe conservato così com’è, con piccolissimi interventi di cura e manutenzione.
Ecco dunque alcune immagini.
Altro che area incolta in senso dispregiativo. Questa è un’area preziosissima da difendere a tutti i costi. E lo faremo, con l’aiuto di tutti.